La ragazza con l’orecchino di perla, il dipinto più famoso di Johannes Vermeer, sarà sottoposta a una serie di analisi e test presso il Mauritshuis di Den Haag, lo ha annunciato il museo sulla pagina web.

Una serie di sofisticate e moderne tecnologie: telecamere a infrarossi,  diffrazione a raggi X su polveri, microscopia digitale e tomografia a coerenza ottica, saranno utilizzate per indagare l’opera risalente a 300 anni fa e scoprirne i segreti.

“Speriamo di trovare riposta a diverse domande” ha spiegato al Volkskrant Abbie Vandivere, leader del gruppo internazionale di ricerca e restauro quadri al Mauritshuis. “Come sono gli strati iniziali del dipinto? Da quale parte del mondo provengono i pigmenti usati da Vermeer? Come è riuscito ad applicare quegli strati di blu trasparente sopra all’azzurro della base del velo?”

Il progetto “The Girl in the Spotlight” (La Ragazza sotto i Riflettori), che durerà per due settimane, è aperto al pubblico che potrà osservare gli scienziati al lavoro nella Golden Room del Mauritshuis dove il quadro è stato posto dietro un vetro.

“Veniamo spesso considerati come una scatola di gioielli” dice Emilie Gordenker al giornale, “ ma facciamo molto di più che appendere dipinti. Siamo anche un luogo di conoscenza, specializzato nella pittura del 17° sec. Sappiamo che il pubblico ha un reale interesse”.

Una delle domande principali che gli scienziati si pongono sta nel processo di invecchiamento del dipinto. “Non toccheremo il dipinto in sé, ma lo faremo attraverso una completa scansione: analizzandone la trama, lo smalto, le cromie e le trasparenze millimetro per millimetro” racconta l’esperto di materiali archeologici Joris Dik. In tutto, saranno utilizzate almeno dieci tecniche di ricerca per indagare il dipinto. Se volete assistere al lavoro degli scienziati per  “The Girl in the Spotlight” il progetto comincia dal 12 marzo.