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La polizia di Amsterdam, sperimenta le bodycam in assenza di un protocollo nazionale. Dubbi per la privacy

In una sperimentazione della durata di due anni, la polizia di Amsterdam sarà equipaggiata di bodycams allo scopo di prevenire aggressioni e violenza da parte dei fermati. Secondo i risultati di una sperimentazione, l’adozione di bodycams da parte degli agenti sarebbe un deterrente contro episodi di violenza da parte dei sospetti, dice RTL Nieuws.

Precedenti studi sul bodycam hanno dimostrato che le persone che sanno di essere state registrate, sarebbero meno inclini a usare la violenza.

L’agente di polizia potrà decidere se quando accendere la fotocamera e dovrà preavvertire i sospetti. Il filmato verrà catalogato dopo ogni turno. “In situazioni generali, i filmati non saranno usati accessibili al pubblico”, ha dichiarato la polizia. Ma se un crimine è registrato da una bodycam, i filmati potranno essere utilizzati come prove.

Il fatto che i filmati possano essere utilizzati contro gli ufficiali di polizia stessi, è un punto di preoccupazione per i vertici delle forze dell’ordine.

L’attivista per i diritti civili Rejo Zenger sottolinea, invece, che non esistono linee guida o politiche nazionali sull’uso di un bodycam: l’impiego da parte della polizia di Amsterdam, insomma, avverrà senza un protocollo.

Secondo il funzionario di polizia di Amsterdam Jan Pronker, la polizia ha guardato con attenzione la questione della privacy. Non c’è motivo di preoccupazione, ha detto a AT5. “È un sistema chiuso, le registrazioni vengono memorizzate tramite i nostri sistemi interni su un sistema centrale e nessuno può accedere a meno che il Procuratore non lo ritenga necessario”, ha detto Pronker all’emittente di Amsterdam.

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