Author: Sjaak Kempe Flickr License: CC 2.0
A Spijk, nel Gelderland, si trova la più grande montagna di scorie d’acciaio dei Paesi Bassi. Ciò che inizialmente doveva diventare una barriera antirumore è oggi soprattutto una minaccia ambientale. Nonostante questo, la rimozione dei 670.000 tonnellate sembra improbabile. Ogni anno l’impianto Tata Steel di IJmuiden produce circa 650.000 tonnellate di queste scorie, ricche di metalli pesanti. A Spijk è depositata l’equivalente di un’intera produzione annuale, un primato scomodo per questo villaggio vicino a Gorinchem.
Un progetto nato male
Le scorie, accumulate dal 2017, erano dapprima destinate alla costruzione di un parcheggio presso il golf club locale. Successivamente si progettò di impiegarle per una lunga barriera di terra che avrebbe dovuto nascondere ai golfisti la vista della Betuweroute e dell’autostrada A15. Secondo il comune di West-Betuwe si pensava addirittura di depositare cinque volte tanto: oltre 3 milioni di tonnellate, per un terrapieno di un chilometro e alto nove metri. La ditta Pelt & Hooykaas, intermediaria per Tata Steel, pagava gli appaltatori per ogni tonnellata utilizzata, rendendo le scorie economicamente allettanti indipendentemente dalla loro reale utilità.
Problemi sanitari e ambientali
Nel 2019, dopo l’aumento di problemi sanitari tra residenti e animali causati dalle polveri tossiche, i lavori furono bloccati. Ben presto emerse un grave inquinamento ambientale. Il contadino Jan van Dijk ricevette una comunicazione dal comune: era vietato utilizzare l’acqua dei canali per irrigare i pascoli. L’acqua piovana filtrata attraverso le scorie aveva una pH paragonabile a quello dello sturalavandini. Ma il comune considera l’operazione quasi impossibile: la bonifica costerebbe attorno ai 100 milioni di euro e non esistono siti disponibili disposti ad accogliere le scorie, ormai associate a rischi ambientali.
Una parte del terreno contaminato è stata bonificata negli ultimi anni e le scorie sono state concentrate in un’area vasta quanto dieci campi da calcio. L’acqua contaminata viene raccolta in un bacino e depurata.
Inquinamento del suolo e presenza di PFAS
Durante un incontro pubblico, Van Dipte ha mostrato il bacino dal colore verde acceso: “Sembra invitante, ma non ci nuoterei”. È emerso che anche le falde acquifere risultano contaminate: il peso della montagna ha compresso il terreno e spinto le scorie in profondità, fino a raggiungere l’acqua sotterranea. Per ora la contaminazione sembra limitata all’area recintata, secondo l’Omgevingsdienst Rivierenland, scrive NU.
Cosa sono le scorie d’acciaio?
Si tratta di un sottoprodotto dell’industria siderurgica, costituito da materiale roccioso contenente metalli pesanti come cromo, vanadio, bario, nichel e piombo. Contengono inoltre calce viva, che conferisce loro una pH molto elevata. Il contatto diretto può provocare irritazioni agli occhi, epistassi e, nei casi gravi, ustioni. L’acqua piovana o sotterranea può sciogliere la calce e rilasciare metalli, in particolare vanadio.
“Una seconda Spijk non accadrà”
Secondo il sindaco Servaas Stoop, il comune è tornato al punto di partenza: l’unica soluzione praticabile sembra essere quella di realizzare comunque una barriera antirumore, completamente isolata dall’acqua. Sono in corso studi sull’impatto sulla stabilità del terreno e sulla ferrovia. Anche l’Advieskamer Bodembescherming deve dare il via libera.
“So che non è una soluzione popolare”, ha detto Stoop dopo l’incontro. “Ma al momento è inevitabile che le scorie restino dove sono”.







