La più antica opera d’arte olandese è un osso di bisonte inciso risalente a 13.500 anni fa. Gli archeologi di Antiquity magazine raccontano in un articolo di questa settimana che è stato ripescato dal Mar del Nord.

Nella tarda Era Glaciale, i cacciatori nomadi erano soliti spostarsi nell’area che ora è coperta dal Mar del Nord, ma abbiamo poche prove della loro presenza. A volte dal mare riemergono tesori che fanno luce sul periodo. Questa è una conferma, dice l’articolo, “dell’importanza delle piattaforme continentali come archivi archeologici”.

Nel 2005 un peschereccio catturò un osso di bisonte inciso con una decorazione a zigzag. Il reperto finì nelle mani di un collezionista che, come scrive NRC, “aveva buoni rapporti con il pescatore”  e permise agli esperti del museo archeologico di Leiden di prenderlo.

L’analisi isotopica fece risalire l’osso a 13.500 anni prima, probabilmente appartenente a una cultura che usava decorare scheletri di animali con zigzag e motivi a spina di pesce. Solo altri tre oggetti incisi in modo simile sono stati scoperti risalire a epoche così antiche: una mandibola di un cavallo in Galles, corna di cervo nel Nord della Francia e corna d’alce in Polonia.

Luc Amkreutz , autore principale dell’articolo e curatore della sezione preistoria nel museo di Leiden, pensa che questi oggetti non venissero usati come strumenti, ma avessero una funzione rituale. “Non saprei cosa altro fare con una mandibola di cavallo decorata”, racconta al giornale.

La decorazione sull’osso ritrovato in territorio olandese mostra il tipico motivo geometrico del periodo. Secondo Amkreutz l’incisione è “molto precisa inizialmente, ma un po’ azzardata sul finale, come se la persona avesse perso interesse durante il disegno”

Cosa significhi l’incisione non è chiaro. Alcuni hanno interpretato gli zigzag come simboli di movimento, ritmo, acqua o bisogno di simmetria. “Ma non lo sapremo mai davvero” dice Amkreutz.

Teschio

L’articolo racconta anche di un teschio umano pescato nel 2013 nel Mar del Nord, databile sommariamente allo stesso periodo. L’osso parietale, probabilmente appartenente a una donna, risale a 13.000 anni fa ed è uno dei più antichi esempi di resti di Homo Sapiens ritrovati sul suolo olandese.

Gli scienziati hanno rilevato anche dei sottili solchi in superficie che potrebbero segnalare un’anemia o una mancanza di vitamine indicante rachitismo. La ricerca si sta concentrando ora sul DNA per fare ulteriori accertamenti.

I ritrovamenti del Mar del Nord solitamente vengono scartati perché mancano di un preciso contesto, spiega Amkreutz al NRC. “Ma datando attentamente e esaminando il materiale potremmo dimostrare che gli oggetti hanno sono interessanti di per se stessi”.