Il Sarajevo Film Festival ha premiato un film bosniaco-olandese, Take Me Somewhere Nice. La trama si concentra su una giovane ragazza che lascia i Paesi Bassi e ritorna in Bosnia per visitare il padre malato, che non ha mai incontrato.

La protagonista, l’adolescente olandese Alma, trascorre l’estate in Bosnia, paese che ha dato i natali ai suoi genitori. Determinata a stabilire un legame con la sua patria, finisce per trovarsi in un’altra situazione assurda e alienante.

La regista bosniaca, Ena Sendijarevic, ha vinto il premio Heart of Sarajevo, che equivale a 16.000 euro; quello presentato al festival è il suo primo lungometraggio, dopo una serie di corti. “Volevo fare un film ludico su temi seri come la migrazione e l’identità. Ho pensato che sarebbe stato interessante esplorare il rapporto tra l’immigrato e il suo paese d’origine”.

La giuria ha preso in esame nove lungometraggi: ha presieduto il cineasta svedese Ruben Ostlund, vincitore della Palma d’oro di Cannes nel 2017 con il film The Square. Secondo la sua opinione, il pezzo forte della pellicola è la fotografia.

In totale, alla competizione hanno preso parte altre 53 film, concentrati nella zona del Sud-Est Europa.

La giuria ha anche conferito numero premi ad attori come Levan Galbakhiani per il suo ruolo in And Then We Danced, Irini Jambonas per Rounds, Tim Roth e Isabelle Huppert.

La prima edizione del festival risale al 1995, al termine della guerra bosniaca del 1992-1995 nella Sarajevo assediata. In particolare, l’obiettivo dell’organizzazione vuole essere la risoluzione di problemi ancora attuali nelle zone balcaniche.