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Mentre in Italia si festeggiano i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, in Belgio è polemica: la traduttrice fiamminga Lies Lavrijsen, in accordo con la casa editrice Blossom Books, ha omesso il nome di Maometto dalla sua nuova traduzione olandese dell’Inferno per non “offendere inutilmente” i lettori islamici.

Nella Divina Commedia Dante scende nei nove cerchi dell’Inferno e sul suo cammino incontra molti peccatori, tra i quali il profeta Maometto nel canto XXVIII, che, come “cristiano apostata”, si dice abbia seminato discordia e per questo viene orribilmente punito. Un passo problematico che da sempre ha fatto discutere generazioni di dantisti e non solo. Nella versione di Lavrijsen il passaggio non è cancellato, ma ogni riferimento al profeta dell’Islam è reso anonimo.

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Sabato scorso la traduttrice ha spiegato la sua scelta alla Radio1 belga. Secondo Lavrijsen la visione di Maometto è oggi cambiata in modo tale che non corrisponde più al “messaggio contenuto nel libro”. L’intenzione dell’editore era di rendere l’Inferno accessibile al più vasto pubblico possibile, compresi i giovani. 

Una tempesta di reazioni indignate si è invece scatenata sui social media. Si è infatti “scatenato l’inferno” proprio a causa della manomissione di un testo secolare e l’apparente mancanza di fiducia nei lettori.

In una breve risposta, l’editore Blossom Books ha dichiarato che Lavrijsen ha tradotto e curato il testo letterario di Dante con grande rispetto, conoscenza e abilità. Decisivo nella decisione di eliminare il nome di Maometto è stato, secondo l’editrice Myrthe Spiteri, “il fatto che il passo non sia necessario per la comprensione del testo letterario”.

“Maometto è sottoposto a un destino crudele e umiliante, solo perché è il fondatore dell’Islam”, ha detto ancora Spiteri al giornale fiammingo De Standaard. I ladri o gli assassini nell’inferno di Dante hanno commesso errori reali, mentre fondare una religione non può essere riprovevole. Del resto, il poeta inserisce gli omosessuali all’inferno, ma questo solo perché il cristianesimo li considerava peccatori. E Dante ne scrive comunque con molto rispetto”.

Fortunatamente, per coloro che preferiscono leggere la Divina Commedia nel 700° anno della morte dell’autore nella versione “incensurata” con Maometto, c’è molto da scegliere: solo in neerlandese ci sono una quindicina di traduzioni diverse.