Ha fatto scalpore in mezzo mondo, la notizia che il governo olandese avrebbe varato una nuova norma, che legalizzerebbe il pagamento delle lezioni di guida con prestazioni in “natura”. La legge, secondo il Messaggero, sarebbe stata duramente contestata dal parlamentare del Christen Unie, Gert-Jan Segers che ne avrebbe chiesto l’abrogazione. Fonte del quotidiano di Roma è probabilmente il Telegraph britannico, che ha pubblicato la notizia il 18 dicembre e dal quale hanno attinto USA today, l’Independent, RT e probabilmente gran parte degli altri media. Nella notizia ripresa dai grandi network, non si fa accenno ad una “nuova legge” ma ad un chiarimento arrivato dal ministro della giustizia Ard van der Steur e da quella dei trasporti, la signora  Melanie Schultz che avrebbero confermato la liceità della pratica. Ma cosa hanno detto, davvero, i ministri? E perché questa storia, non nuova (ne parló la stampa olandese già nel 2011 ) è riemersa proprio ora?

Quelle indagini della polizia di Rotterdam

Tutto è iniziato ad ottobre, con un’appello dell’organizzazione Bovag,che riunisce gli operatori nell’industria automobilistica olandese, al governo affinché prendesse provvedimenti contro le scuole guida che pubblicizzano su internet la possibilitá di pagare “in natura” le lezioni. Bovag citava un pezzo apparso sul sito di Verkeerspro, associazione delle scuole guida olandesi, a proposito di un rapporto d’indagine della polizia di Rotterdam sulle scuole guida che offrivano forme di pagamento non in denaro. Di quell’indagine non si conoscono ancora i risultati ma l’8 di ottobre, il sito d’informazione NU.nl riprende la vicenda per intero e di li a pochi giorni, il 14 di ottobre, Gert Jan-Segers, deputato del Christen Unie, presenta un’interrogazione ai ministri competenti.

E’ prostituzione oppure no?

I quesiti principali del parlamentare cristiano sono stati “intendono i ministri van der Steur e Schulz prendere provvedimenti contro la pratica in questione” e “la polizia ha chiesto al governo di intervenire”? L’8 dicembre e’ arrivata la risposta dal governo [potete trovarla qui, in olandese] che ritiene di non poter intervenire perché “non si tratta di prostituzione”. Anche in questo caso, la notizia riportata dai media italiani non è esatta: non sarebbe la liceità in Olanda della prostituzione a garantire il fantomatico ‘ride for a ride’ ma esattamente l’opposto, ovvero il fatto che, secondo il governo, non saremmo in presenza di sesso a pagamento. Solo in quest’ultimo caso, chiarisce la risposta ovvero quando un’allieva o allievo maggiorenni, offrissero sesso per una lezione, si configurerebbe un reato ma finché è il fornitore di servizi a proporre lo scambio, allora tutto in regola. Per i ministri la pratica non andrebbe incoraggiata ma si collocherebbe in una zona grigia dove il governo puo’ solo monitorare eventuali abusi.

Non solo ‘ride for a ride’

Un articolo di AT5, parte dalla questione delle patenti di guida e allarga ad altri settori, il trend del “sex in exchange of”; secondo l’emittente di Amsterdam sarebbero diverse le prestazioni professionali offerte in cambio di “pagamento in natura”: dalla manutenzione di casa fino alla riparazione del computer, sarebbe lunga la lista di liberi professionisti della capitale che offrirebbero, via internet, servizi con la possibilitá di un corrispettivo ‘alternativo’.