Jos van Zetten from Amsterdam, the Netherlands, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Ormai è guerra aperta tra il partito socialista SP e la sua giovanile Rood: alcuni attivisti hanno accusato la sezione senior di aver violato i loro terminali e aver adottato delle pratiche “degne della STASI”, la polizia politica della DDR.

Il veterano del partito Eric Smaling, dice NOS, ha avviato un tentativo di riconciliazione e stasera il Consiglio del Partito, l’organo principale all’interno dell’SP, si è riunirà per tentare di sedare l’accesa discussione.

Tutto è iniziato un paio di settimane fa con l’espulsione di sei membri della giovanile da parte del partito dei “grandi” perché considerati estremisti e perché sarebbero attivi in altre organizzazioni.

Secondo il Partito Socialista, la doppia appartenenza a queste organizzazioni non è compatibile con l’appartenenza al partito. L’SP, li accusa -inoltre- di aver espresso simpatie per la lotta armata.

“Siamo socialisti, non comunisti”, aveva detto in precedenza il presidente del partito Jannie Visscher rispondendo alle critiche dell’SP che nel frattempo, ha interrotto il sostegno finanziario e amministrativo a ROOD perché uno dei sei giovani espulsi è stato eletto segretario.

In un lungo articolo sul sito web communisme.nu, i giovani della sinistra di ROOD accusano il consiglio dell’SP  di “caccia alle streghe” contro i membri critici.

L’SP, stando alla giovanile, avrebbe incaricato degli iscritti di accedere al database ed effettuare delle verifiche; un’attività, dicono avvocati consultati da NOS, potenzialmente contraria alla legge.

L’ex parlamentare Eric Smaling, oggi presidente SP nel Consiglio provinciale del Noord Holland, assiste con dispiacere alla lotta intergenerazionale in corso nel suo partito. E ha lanciato una petizione per la riconciliazione, già firmata da 500 membri SP. Ma ormai, sembra che il conflitto sia difficilmente risanabile: l’SP punta al governo, la giovanile ad un’opposizione più radicale.

Il Consiglio del partito, stasera, voterà una mozione -che NOS anticipa- dove verrà rigettata la virata “marxista” che una componente vorrebbe imprimere al movimento.