The Netherlands, an outsider's view.

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ART

La mostra ‘The Typotectural Suites’ tra architettura e tipografia a l’Aia

The Typotectural Suites racconta i lavori di Richard Niessen. Inaugurata insieme al festival ‘The Other Book’ a l’Aia nel novembre 2019, la mostra chiuderà il 23 febbraio 2020. L’artista gioca con il linguaggio e le lettere per creare strutture molto particolari, evidenziando l’ambigua connessione che esiste tra architettura e tipografia. Usa ad esempio utilizza lettere per decorare i pavimenti o creare cubi geometrici. Oltre a questo, avvicina tra loro delle torri realizzate da lui stesso per formare una città interamente leggibile, come fosse un libro.

A primo impatto, architettura e tipografia sembrano provenire da mondi opposti. The Typotectural Suites cerca proprio questo legame tra architettura e tipografia. Mentre la prima si dirama su una superficie 3D, l’altra si spinge solo su superfici piane. Ci sono però casi in cui lettere ed edifici si intrecciano. Basti pensare alle insegne che decorano le costruzioni, ad esempio per segnalarne il nome. O ancora, le indicazioni di luoghi lungo le strade.

Richard Niessen è un graphic designer olandese rinomato per i suoi poster dai colori vivaci e con una tipografia particolare. L’artista ha concentrato la sua ricerca proprio nel ruolo giocato da lettere e parole in connessione a varie discipline. In modo giocoso, esplora i confini della leggibilità quando sviluppata i propri lavori in 3D. The Typotectural Suites esplorale connessioni che esistono tra architettura e tipografia. Niessen si concentra soprattuto sul volume e le dimensioni delle lettere e sul contesto che creano quando sviluppate in più dimensioni.

La mostra si tiene al West Den Haag ad Aia e fa parte di un progetto più grande, chiamato Alphabetum V. L’obiettivo è quello di creare uno spazio in cui venga analizzata la connessione tra gli aspetti formativi e quelli formali del linguaggio. Una lettera è una lettera perché la riconosciamo come tale. E allo stesso la riconosciamo come tale perché difatti è una lettera.

CoverPic: Pixabay