The Netherlands, an outsider's view.

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LITERATURE

La letteratura marocchina al Read My World di Amsterdam

Si celebra ad Amsterdam la settima edizione del Festival di letteratura internazionale, dal 10 al 12 ottobre, presso il Tolhuistuin



Il Read My World è un festival di letteratura internazionale. Ogni anno si concentra su una determinata regione del mondo. L’edizione di quest’anno celebrerà la letteratura marocchina, attraverso i suoi narratori, scrittori, poeti, giornalisti, drammaturghi, cantautori, accademici e blogger.

Il Festival fa luce su temi come il femminismo in Marocco dando voce ai personaggi femminili sia in letteratura che nell’arte. Ci saranno anche incontri dedicati all’arte della traduzione, al valore della madre lingua, alle storie sul food e al legame con le tradizioni

La kermesse vuole mettere in luce e portare nel centro di Amsterdam le storie e le narrazioni sulla vita sociale e culturale in Marocco direttamente dalla voce degli autori marocchini.

Willemijn Lamp, direttore artistico del Festival, racconta come è nato il Festival e l’idea ad esso sottesa. Nel 2010 si trovava a Ramallah, in Palestina, per festeggiare la notte di San Silvestro. Lì ha incontrato Asmaa Azaizeh, all’epoca giovane poeta pluripremiato, che gli ha mostrato una funzione e un ruolo della letteratura palestinese del tutto nuovo e diverso a quanto ci si possesse aspettare. Gli ha fatto conoscere autori sconosciuti oltre i confini nazionali e una varietà di narrazioni che vanno dalla ‘poesia di resistenza’ ai temi d’amore, da un linguaggio ricco e colorato al ‘gergo di strada’.

Willemijn Lamp ha pensato che sarebbe stato più interessante scoprire culture e realtà letterarie diverse dai narratori e dai poeti di ciascun Paese, e così ha fatto. Ha iniziato a progettare un festival che non ospitava solo artisti da ogni parte del mondo, ma che lasciava agli stessi la libertà di decidere quali temi trattare e come farlo. 

Per ogni edizione, Lamp chiede la collaborazione di curatori ad hoc chiamati a occuparsi dei contenuti specifici del tema dell’anno. Quest’anno, la progettazione del Festival è a firma della giornalista Fedwa Misk e il romanziere Mahi Binebine. I due scrittori hanno creato il programma insieme al team olandese.

Così facendo, non si celebra solo una cultura altra e diversa, ma si pongono in connessione due mondi, due linguaggi. Autori nazionali collaborano con scrittori stranieri per la realizzazione del Festival. Gli artisti si conoscono durante la tre giorni e dividono il palco della kermesse.

L’obiettivo, afferma Willemijn Lamp, è quello di dare vita non solo a un Festival, ma anche creare uno spazio di incontri di culture diverse e l’occasione per creare nuove intuizioni e lasciarsi ispirare da lunguaggi stranieri

Le scorse edizioni hanno visto la partecipazione di scrittori provenienti dalla Palestina, Egitto (2013); Suriname, Giamaica, Guyana, Barbados, Santa Lucia, Haiti, Trinidad [e] Tobago (2014); Malesia, Indonesia, Singapore (2015); Polonia, Ucraina (2016); Black USA (2017); [e] Turchia (2018).

Nei Paesi Bassi ci sono circa 400.000 persone di origine marocchina, tra cui alcuni eccellenti scrittori. L’edizione 2019 vedrà la partecipazione di circa 10 autori provenienti dal Marocco (da nord a sud), di scrittori, attori e musicisti di origini marocchine che vivono in Francia e Belgio e circa 60 scrittori, poeti, pensatori e creatori dei Paesi Bassi – alcuni dei quali con origini marocchine.

Multilinguismo e femminismo saranno le parole chiavi di questa edizione. In particolare, ampio spazio verrà dedicato al tema della donna – alla femminilità, al corpo femminile e alla maternità – mostrando come questo tema risuona nelle storie e nella narrazione.






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