Caro Johan Derksen,

mi è giunta notizia che la notte scorsa ti sei cimentato di nuovo con esternazioni razziste.

Solo pochi mesi fa il mio collega nel partito DENK, Farid Azarkan, aveva sottolineato con te come l’Olanda, e quindi anche le tradizioni del Paese stiano cambiando, e tu poco dopo hai ritenuto necessario colpire l’intera comunità marocchina-olandese sostenento che loro sarebbero la ragione delle scarse prestazioni delle squadre giovanili. Devo ancora cogliere il tuo parallerlo tra la doccia e i risultato in campo, un parallelo che hai fatto tu, ma evidentemente sarò io a non comprendere la tua ironia.

In seguito alla decisione del vostro patrono a RTL, d’ora in poi non ci saranno più caricature razziste come quella dell’aiutante di Sinterklaas: non c’è cosa peggiore, evidentemente, che una donna e nera, possa in qualche modo gioire perchè una forma palese di razzismo, carica di stereotipi del periodo coloniale, è stata finalmente superata.

Un pensiero difficile da digerire per gente come te che ragiona con il cervello spento e la pancia accesa.

Utilizzando il tuo (ormai prevedibile) limitato vocabolario hai detto alla nazione che tutta questa vicenda è un vantaggio personale per me. Quando io, senza il mio partito DENK non sarei riuscita ad arrivare lontano nella mia battaglia.

Ma i complimenti ricevuti non spettano affatto a me.

Mi lusinga che tu creda possibile che una donna, per giunta nera, possa ottenere tanto da sola ovvero influenzare le decisioni di un’azienda tanto importante [come RTL]; la verità mi impone umiltà e mi obbliga ad indicare i tanti altri che meritano credito più di me.

Si protesta contro “Zwarte Piet” fin dagli anni Sessanta del secolo scorso.

Fin dagli anni ’80 vennero organizzate diverse proteste contro la figura di Zwarte Piet. Ma probabilmente lo sai, data la tua testarda convinzione che non si debba interferire con la tradizione. Che cosa ne pensi di quando “lo stesso Sinterklaas”, ha detto che i Piet dovevano smetterla di parlare imitando l’accento surinamese? Ti ha indignato questa rottura della tradizione?

Gerda Havertong già in Sesame Street nel 1987 diceva che ‘Zwarte Piet non è motivo di gioia per tutti i bambini.

No caro Johan, non merito di mettere in ombra i tanti uomini e donne coraggiosi che a lungo hanno sfidato l’opinione xenofoba, rischiando la vita per il diritto di tutti gli olandes di godere di una festa libera dal razzismo.

Perché molto tempo prima di me, l’ultima ad aprire bocca, c’erano persone ben note sulle barricate; li per il cambiamento.

Ho parlato solo nel 2014 per la prima volta pubblicamente, della mia esperienza, dei sentimenti e delle mie opinioni su ‘Zwarte Piet. Un anno fa, ero nel salotto di Pauw proprio per parlare di questo argomento.

[…]

Penso anche ai genitori che si sono avvicinati alle scuole per affrontare questa tematica e ai dirigenti scolastici che hanno avuto il coraggio di scegliere per l’inclusività ma anche alle grandi e piccole imprese e a quei negozianti che sono stati disposti a dire addio a quella caricatura razzista, anche se ciò ha significato dire addio ad alcuni clienti.

E che dire di tutte quelle persone olandesi che prima del 1850 (l’anno in cui venne introdotta la figura dello schiavetto nero di San Nicola) hanno festeggiato il Natale senza ‘Zwarte Piet e non hanno subito alcun danno fisico o psicologico?

La decisione di RTL è allo stesso tempo grande e minuscola.

Grande perché invia un segnale importante a tutti gli olandesi. Marginale, perché garantire l’inclusività dei nostri figli e nipoti non può essere lasciato alla “società” e alle aziende. Questo è evidente dal fatto che tale azienda non ha ritenuto un problema far passare affermazioni che contraddicono lo spirito della stessa iniziativa che RTL aveva da poco assunto.

Il razzismo è un problema persistente nella nostra società. Nel nostro approccio bisogna affrontare la discriminazione in ogni parte della catena, per questo il mio partito ha sviluppato un approccio globale alla prevenzione e alla punizione di comportamenti razzisti. Prevenire, nei tuoi riguardi, è troppo tardi. Ma forse potrebbe aiutarti uno dei punti del nostro programma: l’Educatieve Maatregel Discriminatie sembra pensato apposta per te.

Ispirato dal principio della rieducazione, come avviene per le persone che commettono infrazioni nel traffico, pensiamo di sfidare i razzisti a testare il comportamento discriminatorio nella realtà. In contatto con le persone che qualifichi come una “scimmie”, potresti vedere e sperimentare ciò che effettivamente vuol dire. Per sperimentare questa misura, trascorrere potrai una giornata con il mio partito nel cuore della democrazia olandese. Così potri vedere con i tuoi occhi quanto “spaventosi” davvero siamo.

Prego. E perché sei tu, mi comporterò particolarmente bene, come una brava ragazza, nonostante nera, e ti offirò persino un caffè. Anche se credo che tu preferisca un sigaro. Nessun problema. Ci organizzeremo.

 

[la lettera originale è stata accorciata e riadattata per facilitarne la comprensione. L’originale si può leggere qui]