Lo Stedelijk Museum di Amsterdam ospita la video installazione SaF05 di Charlotte Prodger (Bournemouth, 1974), vincitrice del Turner Prize. Prodger è considerata una delle più originali artiste a lavorare sui media contemporanei.

SaF05 è stata precedentemente esposta alla Biennale di Venezia 2019, in rappresentanza della Scozia, ed è stata prodotta in collaborazione con If I Can’t Dance, I Don’t Want To Be Part Of Your Revolution, progetto partner dello Stedelijk Museum.

Charlotte Prodger, SaF05, 2019. Courtesy the artist, Hollybush Gardens, London, and Kendall Koppe, Glasgow

SaF05 attinge a molteplici fonti – archivistiche, scientifiche e diaristiche – e combina filmati provenienti da diversi luoghi geografici (le Highlands scozzesi, il deserto del Great Basin negli Stati Uniti occidentali, il delta dell’Okavango in Botswana e le isole Ionie in Grecia). L’installazione prende il nome da una rara leonessa che figura nell’opera come cifra dell’attaccamento e del desiderio queer. Questo animale era l’ultima delle numerose leonesse documentate nel Delta dell’Okavango, conosciute da Prodger attraverso un archivio di filmati registrati dai ricercatori.

La continua preoccupazione di Prodger per la prospettiva e la materialità dei dispositivi di cattura si espande in SaF05. Il suono del drone è un motivo sonoro che muta nel corso della colonna sonora attraverso una cornamusa, un richiamo di accoppiamento di cicala, un sassofono, un suono di batteria – equivalenze sincopate tra animale e uomo, strumento e macchina. La voce fuori campo è della stessa  Prodger.

Charlotte Prodger, SaF05, 2019. Courtesy the artist, Hollybush Gardens, London, and Kendall Koppe, Glasgow

SaF05 è una meditazione sulle relazioni, per quanto intangibili, che espandono e diffondono le concezioni di intimità, sessualità e parentela: un insieme di gesti intimi e connessioni interpersonali dalla pubertà ad oggi, inscritta nelle più ampie strutture politiche della sovranità, dell’uso della terra e del territorio.

Coverpic@Charlotte Prodger, SaF05, 2019. Courtesy the artist, Hollybush Gardens, London, and Kendall Koppe, Glasgow