La nuova legislazione per ancorare le regole per il distanziamento sociale e altre questioni legali legate a Covid-19 non entreranno in vigore il 1 ° luglio come previsto, ha detto il ministro della sanità Hugo de Jonge al parlamento. L’introduzione della normativa, che è stata criticata dagli avvocati, dalle autorità locali e dal difensore civico nazionale, richiede un “attento dibattito” in entrambi irami del parlamento e la scadenza non può essere rispettata, ha affermato De Jonge.

Il ministro non ha fornito un’altra data e secondo NOS, questa marcia indietro va fatta risalire alle pesanti critiche mosse dal Raad van State, il massimo organo di giustizia amministrativa del governo che -stando a fonti dell’emittente pubblica- si è detto preoccupato per il modo in cui la legislazione sul covid, che trasforma in legge le misure adottate fino ad ora, verrebbe monitorata. Il timore, insomma, è soprattutto per questioni di privacy e diritti.

Le regole attuali sono tenute in piedi da decreti che trovano la loro fonte nello stato di emergenza ma la durata eccessiva dei provvedimenti di urgenza ha sollevato diversi quesiti giuridici; secondo gli avvocati, infatti, l’invasività delle norme richiede un passaggio parlamentare, altrimenti divieti e multe potrebbero essere impugnati in tribunale.

Secondo l’associazione degli avvocati, la norma viola i diritti fondamentali stabiliti dalla Costituzione e gli amministratori locali hanno criticato la vaghezza della catena di comando.