Le questioni medico-etiche sono state la ragione principale per cui D66 non avrebbe voluto nel nuovo governo il partito cristiano ChristenUnie. Ora che il partito liberale e quello cristiano stanno provando a ripartire insieme, il tema rimane delicato per la formazione, dice il Parool

La leader Kaag non ha menzionato i temi etici per partecipare ad un secondo governo con  VVD, D66, CDA e ChristenUnie mentre era proprio questo il tema che per sei mesi si è messo di traverso. Il D66 vuole, tra l’altro, ampliare la normativa sull’aborto e l’eutanasia. Ad esempio, il partito ritiene che dovrebbe essere approvata una legge che permetta di porre fine alla vita delle persone anziane che considerano la loro esistenza ‘completa’. Quest’ultimo era un importante punto di contesa durante la precedente formazione nel 2017. Kaag aveva dichiarato a giugno di non volere altri quattro anni di “stasi” su questi temi. Qualcosa è cambiato?

All’inizio di questa settimana, il leader del Christen Unie aveva detto: “Immaginiamo di assumere la responsabilità in un governo, la legge sul fine vita viene approvata e una settimana dopo la sua introduzione viene fatta morire una persona sana. Lo troverei molto, molto difficile da accettare.”

La proposta del D66 prevede che le persone con più di 75 anni che non sono malate terminale ma che stanche di vivere, siano aiutate a morire. Il contrasto tra liberali e cristiani era troppo grande per un compromesso e per questa ragione, la decisione è stata quella di “congelare” la discussione per 4 anni limitandosi ad indagare se una legge simile fosse necessaria.

Ora, però, la tregua è finita, dice il Parool: VVD e D66 hanno già raggiunto un accordo questa estate sul fatto che nessun accordo definitivo sarà raggiunto in un nuovo accordo di coalizione e che ognuno sarà libero di votare “in coscienza”.

Ma il Christen Unie non accetta la misura: o c’è un accordo fermo o il partito non entra nel governo. D’altronde pare ci sia una maggioranza favorevole ma non è certo al 100%.