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L’anno scorso, il premio d’arte più famoso al mondo, il Turner Prize, non è stato assegnato a causa del coronavirus. Il virus ha influenzato la rosa dei candidati, perché secondo la giuria, in un momento di solidarietà, i collettivi di artisti hanno dimostrato la loro centralità.

Per questo motivo il premio sarà assegnato a dicembre a un collettivo di artisti. Venerdì pomeriggio la giuria ha annunciato che tutti e cinque i candidati selezionati sono collettivi di artisti. È la prima volta – il premio d’arte inglese viene assegnato ogni anno, dal 1984 – che ad essere premiato sarà un artista individuale.

“I gruppi di artisti cercano di portare un cambiamento sociale attraverso l’arte”, ha detto la giuria. I cinque candidati – Array Collective, Black Obsidian Sound System, Cooking Sections, Gentle/Radical e Project Art Works – sono tutti artisti impegnati e attivisti.

Array Collective esiste dal 2016, e si concentra su questioni politiche a Belfast; con i loro progetti attirano l’attenzione su temi come la legislazione sull’aborto e i diritti LGBTIQ+.


B.O.S.S. (Black Obsidian Sound System) è un collettivo di Londra, che intende trasmettere cosa significhi essere neri, donne, trans e persone non binarie in Inghilterra, e appartenere alla classe operaia. Boss utilizza il sound system come archetipo di espressione black per presentare un quadro più complesso delle singole rivendicazioni individuali. Il mezzo è vario: installazioni video, collage e soprattutto techno hardcore lo-fi.

 

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Cooking Sections, sempre di Londra, è composto dal duo Daniel Fernández Pascual e Alon Schwabe. Sono di attivisti della food-art e, nella loro attività, attirano l’attenzione sulle condizioni dell’industria alimentare. Dopo il loro progetto sui salmoni d’allevamento, la Tate ha eliminato definitivamente il salmone dal menù.

 

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