Di Antonia Ferri

Julien Harneis, CC BY-SA 1.0, via Wikimedia Commons

Il 3 giugno, in Danimarca è stata approvata una nuova draconiana proposta di legge sui richiedenti asilo, che ha lasciato a bocca aperta mezza Europa per la durezza del contenuto. La proposta, voluta dal governo socialdemocratico, dell’attuale Prima Ministra, Mette Frederiksen, inibirebbe la possibilità di fare richiesta d’asilo solo nel paese. Ai migranti quindi – anche chi ha buone chance di ottenere lo status da rifugiato –  non sarebbe concesso di entrare in territorio danese, durante l’iter di approvazione della domanda d’asilo ma dovrebbero rimanere in paesi terzi, fuori dall’UE.

La Danimarca si candida così a diventare lo Stato dell’Unione Europea con le regole più rigide per i richiedenti asilo. Ma cosa dicono dal paese scandinavo?

La “corsa al ribasso”

“Non è un segreto che il governo danese voglia accogliere il minor numero possibile di richiedenti asilo e prendere quindi parte in quella che chiamiamo la “corsa al ribasso” d’Europa”, dice a 31mag Sebastian Juel Frandsen, del Danish Refugee Council, organizzazione ombrello che si occupa di richiedenti asilo e rifugiati in Danimarca. “Senza prendere in considerazioni le conseguenze che una tale legge sull’immigrazione potrebbe portare. Perseguendo su questa linea di delocalizzazione, la Danimarca non agisce in merito allacrescente necessità di protezione dei richiedenti asilo a livello globale”.

I “Paesi terzi” per i richiedenti asilo

La proposta appare ambigua, con aspetti poco chiari. Chi amministrerebbe i centri di accoglienza nei “Paesi terzi”? E soprattutto: quali paesi accetterebbero? Dove e come i richiedenti asilo possano trovare sicurezza non è chiaro.  “È importante sottolineare che ora come ora non c’è nessun accordo concreto con nessuna nazione”, precisa il rappresentante del Danish Council che aggiunge: “Non c’è niente di nuovo nel fatto che il governo danese desideri un centro di accoglienza in un “Paese terzo”. Semplicemente adesso si sta tentando una possibile via legale”. E non è detto che l’operazione si riveli così facile: ad oggi, tutti i tentativi compiuto dall’UE in questo senso non hanno dato esiti positivi.

Negli ultimi giorni si sarebbe parlato di un possibile accordo con il Ruanda, come sostenuto da Amnesty International. Ma la questione è tutt’altro che definita. La domanda è se la Danimarca, nella gestione di migranti e richiedenti asilo, prosegua sulla strada di “Ungheria del blocco occidentale” dell’UE.