Il prossimo governo non dovrebbe tagliare troppo rapidamente, avverte Klaas Knot, presidente della De Nederlandsche Bank (DnB) la Banca d’Olanda. L’economia deve prima essersi ripresa dalla pandemia. “È un momento estremamente difficile per le persone colpite”, dice in un’intervista al Parool.

Secondo Knot, la pandemia ha danneggiato pesantemente l’economia e il peggio non sarebbe ancora arrivato: secondo lui, infatti, il colpo più duro arriverà nel primo trimestre di quest’anno.

“È un momento estremamente difficile per gli imprenditori o i lavoratori colpiti. Hai appena fatto un grande investimento e il governo ti sta dicendo di chiudere la tua attività. Oppure hai perso il lavoro”, dice al quotidiano di Amsterdam. Secondo il presidente di DnB bisognerà attendere fine anno per vedere chi ce l’ha fatta e quali danni ha subito l’economia.

Tuttavia, sottolinea che con il vaccino globale, potrebbe arrivare la luce alla fine del tunnel: “Offre prospettive di ripresa economica”.

Ma per ora, finché il virus sarà ancora in circolazione, il governo dovrà continuare con le misure di aiuto, sottolinea Knot. Secondo lui, l’esecutivo dovrà continuare a sostenere le aziende fino a fine anno e poi dovrà proseguire per dar loro il tempo di riprendersi. Forse un anno o due: “Solo quando l’economia sarà tornata al suo vecchio livello il governo dovrebbe fare qualcosa per il deficit “, dice il presidente della Banca d’Olanda che elogia i governi precedenti per aver creato un surplus di cassa che sta ora aiutando l’economia a rimanere in piedi.

Eppure il prossimo governo non potrà permettersi il lusso di rimandare i tagli: i buffer devono essere riempiti di nuovo per la prossima crisi, che, secondo Knot, è destinata a venire. “È meglio essere preparati per questo. Anche la possibilità che saremo colpiti da un’altra pandemia è in aumento. Il traffico aereo aumenterà di nuovo e così il commercio internazionale”.

Secondo Knot, inoltre, non c’è spazio per aumenti salariali: prima l’economia deve riprendersi e la disoccupazione dovrà essere scesa. E poi, meno flessibilità -per garantire una sicurezza all’esistenza- ma un mercato del lavoro più vivo.