L’economia olandese sta rallentando dopo la rapida e forte ripresa dalla recessione nel post-Covid a causa della guerra in Ucraina; i prezzi dell’energia e il vacillante commercio mondiale stanno frenando la crescita economica. Quest’anno la curva verso l’alto si è arrestata e riprenderà a salire solo alla fine dell’anno, dice NOS.

Nel corso dell’intero 2022, grazie al buon inizio, rimane una crescita del 2,8%, secondo De Nederlandsche Bank (DNB) nel nuovo rapporto sullo stato dell’economia in NL.

L’inflazione media subirà un’impennata fino all’ 8,7% quest’anno, a causa del costo dell’energia e dell’aumento dei prezzi dei generi alimentari e di molti beni e servizi. L’inflazione non dovrebbe diminuire fino al prossimo anno ma continuerà ad erodere i redditi reali delle famiglie e ridurre i consumi nel corso del 2022.

Le famiglie non vengono colpite allo stesso modo dagli aumenti bruschi e a scatti dei prezzi di energia e cibo. Le famiglie a basso reddito sono particolarmente vulnerabili: spendono una parte ampia del loro reddito per l’energia e spesso non hanno risparmi, il che potrebbe portare a povertà energetica. “In ogni caso, stiamo tutti diventando più poveri a causa dell’elevata inflazione”, afferma il direttore di DNB Olaf Sleijpen.

Secondo la banca d’Olanda, il governo non può impedire la perdita di reddito dovuta ai prezzi più elevati dell’energia, ma le misure di compensazione dovrebbero essere rivolte ai gruppi più colpiti e che necessitano maggiormente di sostegno al potere d’acquisto. La riduzione delle accise su benzina e diesel non è proprio rivolta alle fasce a basso reddito, perché non sempre hanno l’auto. Per quanto riguarda DNB, tale misura non dovrebbe quindi permanente, così come altre misure già adottate, come la riduzione della tassa sull’energia.

Il mercato del lavoro teso, con carenza di personale ovunque, continuerà per un po’: la combinazione di rigidità e inflazione elevata sta portando ad aumenti salariali e DNB prevede un aumento medio dei salari negoziati presso le aziende del 3% quest’anno e del 4% nel 2023 e nel 2024.

Gli aumenti salariali possono compensare alcuni degli effetti dell’elevata inflazione per i lavoratori, ma DNB mette in guardia contro la compensazione automatica dei prezzi: ciò non farebbe che alimentare ulteriormente l’inflazione. “Non è saggio che i salari salgano e salgano alla stessa velocità dell’inflazione, perché non vogliamo affato una spirale salari-prezzi”, afferma Sleijpen.

Vista la grande incertezza che circonda la durata e l’andamento della guerra in Ucraina, DNB ha anche elaborato uno scenario economico alternativo con un impatto economico della guerra ancora più grave, che porterebbe maggiore incertezza, aumento dei prezzi dell’energia e dei generi alimentari e una maggiore contrazione del commercio mondiale.

Se la fornitura di petrolio e gas russo si interromperà completamente, influenzerà anche le aziende e la produzione si interromperà del tutto: in tal caso, la crescita economica diminuirà ulteriormente e l’economia andrà in recessione nel 2023, con l’inflazione che salirà al 10,8%.