La domanda se l’ICC a l’Aia possa processare, o meno, il presidente russo Putin se la pone Haroon Siddique sul Guardian e molti insieme a lui. Ma la presenza di uno strumento come l’ICC da solo, non garantisce il rispetto del diritto internazionale:  “anche se il leader russo fosse incriminato, dovrebbe essere arrestato in uno stato che accetta la giurisdizione del tribunale”, scrive Siddique.

Il procuratore della Corte penale internazionale (CPI) dell’Aia ha annunciato mercoledì di aver avviato un’indagine su possibili crimini di guerra o crimini contro l’umanità in Ucraina e i 4 crimini di competenza della Corte (crimini di guerra, crimini contro l’umanità, genocidio e crimine di aggressione) potrebbero, effettivamente essere stati compiuti nel territorio sotto la giurisdizione di Kiev. 

Tuttavia, né l’Ucraina né la Russia sono parte dell’ICC anche se l’Ucraina ha già accettato due volte la giurisdizione del Tribunale internazionale: “l’Ucraina non può deferire i presunti crimini, ma l’ICC ha giurisdizione sui crimini commessi sul suo territorio”, scrive Siddique sul Guardian.

Proprio sulla Crimea, la Russia si ritirò dall’ICC e non essendo parte dello Statuto di Roma, solo un voto del Consiglio di Sicurezza ONU potrebbe trascinare Putin a L’Aia. Ma al Consiglio di Sicurezza ONU, come sappiamo, la Russia ha potere di veto.

Tuttavia, la giurisdizione dell’ICC attivata da uno Stato membro vale per il crimine di aggressione ma non per crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio: in questi casi, non è necessario essere firmatari dello Statuto ICC.

E c’è la c.d. giurisdizione universale: i crimini contro l’umanità possono essere perseguiti da qualunque Stato, indipendentemente dal coinvolgimento diretto con i fatti contestati: “Tuttavia, anche se ci fosse un tentativo di invocare la giurisdizione universale per un altro capo di Stato, ci sarebbe comunque il notevole ostacolo di arrestare Putin e portarlo in giudizio. Ciò richiederebbe probabilmente la sua rimozione dall’incarico e poi l’estradizione da parte di un nuovo regime russo con rapporti più cordiali con la comunità internazionale”, osserva il Guardian.

OSeveno, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons