di Massimiliano Sfregola

Photo: screenshot/FB TG2

Se c’è un evento, un solo evento, che l’Ambasciata dovrebbe curare con la stessa attenzione che andrebbe riservata ai gioielli di famiglia, quella è la visita del Capo dello Stato. E non parlo dell’argenteria o del catering ma della porzione di visita che riguarda gli italiani residenti.

Gli altri eventi, inutile girargli intorno, sono abbastanza irrilevanti per la collettività delocalizzata, vedi la fanfara intorno alla fiera del giardinaggio di Almere spacciata per Expo dell’architettura floreale (Floriade), uno degli eventi più disastrosi che si siano celebrati in Olanda degli ultimi anni, al quale l’Italia ha preso parte o i tanti altri che riguardano giusto chi li ha organizzati.

Ma la visita del capo dello Stato no, soprattutto per un paese con una storia di emigrazione come l’Italia.

E soprattutto a pochi giorni dalla pubblicazione rapporto Migrantes, di cui tanto si sta parlando, la questione della diaspora italiana è centrale nel dibattito, come non lo era da tempo.

Per questo motivo, vedere ai TG italiani la composizione della fantomatica rappresentanza della “comunità italiana in Olanda” che ha incontrato Mattarella, qualche dubbio sul contatto dell’Ambasciata con il mondo reale lo fa venire. Se anche a voi è balenato un “ma questi dove vivono”, state tranquilli: non siete i soli.

Una comunità – ammesso nel 2022 si possa ancora usare questo termine per gli espatriati- , d’altronde, non è una sommatoria ingessata di individui che negli anni si sono distinti per essere stati sempre presenti, sempre educati o mai pubblicamente critici con l’istituzione di turno: chi rappresenterebbero quelle teste bianche con un’età media da più che seniores  che hanno sfilato ieri davanti alle telecamere, esibendosi nella pratica dello stringimano ufficiale di mani, lo sport preferito dagli italiani, non solo da quelli all’estero?

Giusto per chiarire il punto: gli italiani della  diaspora di cui ha parlato qualche giorno fa Mattarella sono rappresentati da chi incarna il vecchio associazionismo, ridotto ai minimi termini dal tempo che passa, oppure dagli imprenditori? O magari sono rappresentati da micro assemblee rappresentative che quasi nessuno ha votato?

Ecco, questa strana e incomprensibile selezione effettuata per l’evento di ieri dall’Ambasciata per fare gli onori di casa – Ambasciata, che non ha pubblicato neanche due righe di comunicato stampa per annunciare la visita del Presidente- , fa pensare soprattutto per le assenze ingombranti.

Dove erano all’incontro con Mattarella i rappresentanti degli studenti delle migliaia di studenti e giovanissimi che vivono in Olanda, dei lavoratori della logistica? Dei lavoratori che faticano a pagare le bollette che rappresentano la stragrande maggioranza degli italiani nei Paesi Bassi? No, gli imprenditori non sono la maggioranza dei residenti dei Paesi Bassi. E non lo sono i pensionati della vecchia emigrazione. 

Va detto che se l’obiettivo era quello di usare il brand comunità italiana per far vestire l’abito democratico ad un contesto elitario, gerontrocratico e autoreferenziale, che bene incarna tutto ciò da cui giovani (e meno giovani) italiani fuggono, l’operazione è riuscita in pieno.

Ma dopotutto, a chi interessa il dibattito sulla diaspora? L’importante di queste messe laiche, come si addice ad un evento quasi religioso, è farsi vedere e stringere mani.