La Commissione europea ha presentato il suo piano per i fondi di emergenza post-pandemia del valore di 1,85 trilioni di euro. Il piano si basa sia sul bilancio a lungo termine dell’UE (2021-27) sia su un fondo speciale per il recupero. In pratica, quindi, gli strumenti si muoveranno su una duplice direttiva: un piano sviluppato dal bilancio ordinario ma programmato su 6 anni e un nuovo strumento, il Recovery Fund.

 

Il presidente della Commissione Ursula von der Leyen, scrive Euronews, ha parlato oggi al Parlamento Europeo per convincere i deputati -che esprimeranno un voto vincolante sulla proposta- sulla bontà del piano.

Secondo la von der Leven, l’UE deve sfruttare gli strumenti esistenti e accompagnarli con altri ad hoc per garantire un futuro al progetto comune.  La Commissione europea propone un fondo di recupero da 750 miliardi di euro, come già annunciato. La questione di quanto il finanziamento sarà collegato a sovvenzioni o prestiti rimane un punto critico.

Ma aldilà dei proclami e dell’entusiasmo, rimangono molti punti interrogativi: i paesi “frugali” chiedono di tenere al minimo la spesa e di limitarsi a prestiti. Inoltre, ad aggravare la questione, c’è la redistribuzione dei finanziamenti in assenza del Regno Unito.

La questione, poi, della natura dello stanziamento rimane sul tavolo: i “frugali”, tra i quali l’Olanda sono contrari a stanziamenti a fondo perduto. Inoltre, gli stanziamenti dovranno essere mirati: ricerca, riconversione “green” e salute. Ma i soldi, dovranno tornare indietro. 

Inoltre, se i frugali chiedono lo stanziamento in due anni, il piano franco-tedesco parla di tre anni.