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La città più conservatrice d’Olanda potrebbe trovarsi con una giunta di sinistra

A Den Haag si ricordano solo sindaci e coalizioni di destra o di destra-destra. Non solo: la città sede di governo e istituzioni internazionali è stata la prima ad aprire le porte del consiglio comunale al partito populista di Geert Wilders e se per Amsterdam vale il detto “tutti ad Amsterdam sono di sinistra, anche la destra”, per l’Aia il discorso è sempre stato rovesciato.

Ma ora sta accadendo qualcosa: il tentativo di formare una coalizione tra il partito Hart voor Den Haag, una lista civica populista di destra e altre cinque formazioni politiche di destra e sinistra (VVD, Partij voor de Dieren, DENK, SP e CU/SGP) è fallito. Il mediatore Arie Slob, ex ministro cristiano sociale ha comunicato al consiglio comunale che “non c’è abbastanza fiducia per avviare effettivamente i negoziati”. Slob ora sta puntando su un nuovo governo con nove partiti: D66, GroenLinks, PvdA, CDA, Partij voor de Dieren, DENK, SP, CU/SGP e HSP. Di questi, 7 su 9 sono ascrivibili all’area di sinistra, uno -il D66- è una formazione liberal-progressista.

Questa singolare coincidenza si è verificata a causa dei guai giudiziari di Richard de Mos, il capogruppo di Hart voor Den Haag, assolto in primo grado da una pesante accusa di corruzione ma ancora in bilico, almeno per gran parte della politica locale, a causa dell’istanza di appello ancora pendente: se mi condannano, non me ne vado. In ogni caso, i partiti di sinistra della città non vogliono entrare in coalizione con un leader di partito con guai giudiziari.

Partij voor de Dieren e SP sostengono che Hart voor Den Haag abbia indicato che solo una condanna definitiva di Richard de Mos e Rachid Guernaoui, rispettivamente ex vice sindaco ed ex assessore, potrebbe portare alle loro dimissioni da un possibile nuovo governo cittadino. “In caso di condanna in appello, non si dimetterebbero. È inaccettabile per le nostre frange che i ministri condannati in appello, anche se non c’è ancora una sentenza definitiva, possano rimanere in carica”, affermano PvdD e SP in una dichiarazione.

Hart voor Den Haag ha scelto di rendere nota la loro unica opzione desiderata su social media, lasciando gli altri partiti “di fronte a un fatto compiuto” e minando la fiducia in un esito positivo dei colloqui.

Arie Slob era stato incaricato dal consiglio comunale il 3 luglio di esplorare le opzioni dopo che il partito di destra VVD (la formazione di Mark Rutte), presenza costante in consiglio e partito dell’attuale sindaco, si è ritirato dalla coalizione.  Tra veti incrociati e distinguo, insomma, l’Aia potrebbe presto trovarsi con una maxi coalizione di 9 partiti, quasi tutti di sinistra.

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