In un’intervista al quotidiano Parool, l’amministratore delegato di TomTom ha messo in luce come gli expat stiano iniziando a non considerare più la Capitale come possibile meta perchè spaventati dalla questione dei costi delle case e dall’ assenza di scuole internazionali.

Secondo Harold Goddijn, le compagnie stanno facendo fatica a trovare personale internazionale e ciò viene causato dalla delicata situazione sia nel mercato immobiliare che nell‘educazione. Questi argomenti potrebbero provocare seri problemi soprattutto alle multinazionali. TomTom conta circa 1,000 persone nella sede principale vicino alla più importante stazione di Amsterdam, e sono 60 le nazionalità rappresentate dal suo staff.

Petra Tiel, portavoce del sindacato VNO-NCW, ha messo in luce come il mercato immobiliare sia un grosso problema per le imprese, nello specifico la carenza di affitti a prezzo medio. Il personale ancora giovane guadagna decisamente poco per potersi permettere un appartamento ad Amsterdam. La piattaforma Pararius, specializzato motore di ricerca in questo ambito, propone cifre superiori a 2.000 euro al mese per affittare appartamenti in quelle zone denominate ad “affitto non controllato”.

La responsabile degli Affari Economici del Consiglio di Amsterdam Kajsa Ollongren, ha sottolineato come tali questioni siano prese in considerazione con una certa regolarità nel proprio dipartimento. Nella città si stanno avviando le costruzioni di 50.000 nuove abitazioni entro il 2025 e sono 1,500 i posti previsti nelle scuole internazionali entro i prossimi 4 anni.