The Netherlands, an outsider's view.

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INTERNATIONAL

LA CAPITALE DEL DIRITTO (INTERNAZIONALE)/3 A Leidschendam il Tribunale Speciale per il Libano (STL) processa uomini di Hezbollah: giustizia internazionale o strumento politico?

Ma perché un omicidio politico in Libano ha portato un Tribunale Speciale nei Paesi Bassi?



A Leidschendam, tranquilla cittadina a pochi passi dall’Aia, ha sede una delle più discusse corti giudiziarie del ventunesimo secolo; nel palazzo che ospitava un tempo i servizi segreti olandesi, infatti, ha ora sede il Tribunale Speciale per il Libano (STL), nato per giudicare i responsabili dell’attentato dinamitardo del 14 aprile 2005 a Beirut, nel quale persero la vita l’ex-Primo Ministro Rafiq Hariri (politico miliardario vicino a Usa, Israele e Arabia Saudita) e altre 22 persone. Il Tribunale ha dunque giurisdizione sugli eventi in questione e sulle morti reputate attinenti, occorse tra l’ottobre 2004 e il dicembre 2005. La struttura della corte, si compone di 4 giudici libanesi e 5 internazionali e secondo l’ultimo rapporto consuntivo impiega 447 persone di 63 nazionalità differenti, per un costo annuo di circa 60 000 000 di euro da ripartirsi tra Libano (49%) e altri 56 stati (51%).

 

A giudizio la Rivoluzione dei Cedri

Ma perché un omicidio politico in Libano ha portato un Tribunale Speciale nei Paesi Bassi? La morte di Hariri scatenò la cosiddetta Rivoluzione dei Cedri ed il conseguente ritiro delle truppe siriane dal Libano dopo quasi tre decenni, aprendo all’interno del paese un periodo di feroce contrapposizione tra filo-siriani (Coalizione 8 Marzo) e non (Coalizione 14 Marzo) .

In un clima da guerra civile, la Coalizione 14 Marzo chiese allora alle Nazioni Unite l’istituzione di un tribunale in territorio neutro. A seguito di una commissione d’inchiesta (UNIIC) l’ONU costituì infine, con la Risoluzione 1757, il Tribunale Speciale per il Libano. Ma questo senza che il parlamento nazionale, composto in parte da Hezbollah che vedeva nello STL una forte ingerenza della politica estera, avesse trovato un accordo in materia.

Una lunga scia di morti

Il Tribunale iniziò i lavori nel 2009 e quando, due anni dopo, cinque membri di Hezbollah furono indagati come esecutori materiali dell’attentato, il governo libanese di allora cadde. Da quel momento il paese rimane segnato da una forte instabilità politica e spaccato tra le due Coalizioni di Marzo. I lavori della corte, sono stati fino ad oggigiornalisti a politici e uomini dei servizi, hanno trovato morte violenta.

Nel gennaio del 2014, nonostante tutto, lo STL ha infine iniziato il “processo Hariri” contro Jamil Ayyash, Mustafa Amine Badreddine, Hussein Hassan Oneissi and Assad Hassan Sabra. E sebbene il pubblico ministero Farrell abbia più volte sostenuto che il processo non sia contro Hezbollah, il partito islamico rivendica una lettura antitetica dell’intera vicenda. Secondo quanto riportato dallo Spiegel, infatti, il leader Hassan Nasrallah avrebbe definito il Tribunale una “cospirazione Americano-Israeliana” per indebolire il suo stesso partito e il regime siriano.

Il terrorismo nel diritto internazionale

Ad ogni modo, il caso Hariri dovrebbe raggiungere l’ultimo grado di giudizio entro il febbraio 2018, data di fine mandato dello STL. E mentre gli imputati vengono tutti processati in contumacia, sempre lo Spiegel ricorda quanto risulterà difficile rendere esecutive le eventuali condanne: Hezbollah e’ forte in parlamento e dotato di un vero e proprio esercito.

Ma è anche vero che nel piccolo paese di Leidschendam non si processano solamente cinque membri di un partito politico; il Tribunale Speciale per il Libano gioca infatti un ruolo straordinario nella giurisprudenza internazionale, essendo ad oggi l’unico organo sovranazionale a giudicare il terrorismo in quanto reato a sé. Quali saranno le implicazioni geopolitiche del verdetto finale?






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