Nei Paesi Bassi è in corso l’esperimento con cui il governo sta testando una filiera legale e controllata della cannabis. In dieci comuni, dieci coltivatori autorizzati riforniscono i coffeeshop partecipanti. L’obiettivo è capire se sia possibile rendere legale e regolamentare l’intera filiera, dice EenVandaag in un servizio dello scorso Giugno.
Secondo la ricercatrice ed esperta di cannabis Nicole Maalsté, la regolamentazione potrebbe ridurre il mercato illegale. Oggi circa il 60-70% dei consumatori acquista cannabis nei coffeeshop, mentre il resto si rivolge al mercato illegale. Se i prodotti legali saranno competitivi per qualità e prezzo, questa quota potrebbe diminuire. Non è però possibile prevedere con certezza come reagirà il mercato illegale.
La cannabis legale è già in grado di competere sul prezzo e sulla qualità, mentre la produzione di hashish resta più difficile nei Paesi Bassi. Secondo Maalsté, la qualità e la varietà dei prodotti legali stanno comunque migliorando e rendendo più difficile la concorrenza degli operatori illegali.
L’esperimento ha però attirato anche grandi investitori. Philip Morris, il produttore di Marlboro, è entrato nel mercato ed è diventato in parte proprietario di CanAdelaar, il principale coltivatore coinvolto nella sperimentazione.
L’esperimento durerà quattro anni, ma resta aperta la questione di cosa succederà dopo. Se il modello verrà esteso a tutto il Paese, gli attuali coltivatori autorizzati non sarebbero sufficienti a rifornire tutti i coffeeshop. Un coltivatore impiega inoltre almeno un anno e mezzo per diventare operativo dopo aver ottenuto tutte le autorizzazioni.







