Nel 2014, alti funzionari avevano già avvertito l’allora ministro Lodewijk Asscher e il segretario di Stato Erik Wiebes che la caccia alle frodi da parte dell’autorità fiscale stava andando oltre, lasciando migliaia di famiglie in difficoltà finanziarie. Ma invece di intervenire avrebbero ignorato il problema. I dati emergono da uno studio condotto da Follow The Money su documenti riservati, riporta RTL Nieuws.

Secondo Follow The Money, i problemi riguardavano anche le indennità di assistenza all’infanzia e potrebbero essere molto più grandi di questo. Secondo una regola stabilita dall’autorità fiscale, i genitori che ricevono erroneamente assegni per l’assistenza all’infanzia devono rimborsare l’intero importo ricevuto, non solo quello aggiuntivo. Questa disposizione avrebbe però messo decine di migliaia di famiglie in gravi problemi finanziari.

In questo caso, i genitori non avrebbero rispettato la regola secondo cui devono dare il loro contributo per la cura dei figli: l’assegno non può coprire l’intero importo. Alcuni asili si sarebbero offerti di pagare il contributo dei genitori, nel tentativo di attirare i genitori. Ma la conseguenza è stata che molti di loro non hanno pagato il proprio contributo personale e l’autorità fiscale ha quindi richiesto il rimborso dell’intero importo dell’assegno.

La vicenda ha colpito soprattutto i genitori a basso reddito, tenuti a versare contribuiti minimi. Hanno dovuto rimborsare decine di migliaia di euro per un errore che è costato in gran parte meno di mille euro. Nel 2014, alti funzionari hanno avvertito Asscher e Wiebes che questa regola per contrastare la caccia alle frodi stava causando problemi. Ma hanno deciso di non intervenire. Secondo Follow The Money, il capo dell’autorità fiscale avrebbe espressamente detto che questa regola non sarebbe stata modificata. Asscher ha anche ripetutamente difeso la dura politica.

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