dannyman, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

La Brexit porta gli inglesi nei Paesi Bassi, scrive il portale del canale tv WNL: secondo l’Agenzia olandese per gli investimenti esteri (NFIA) e la Nederland Distributieland (NDL) ora che gli inglesi sono fuori dall’Unione, le aziende britanniche guardano sempre più ai Paesi Bassi come soluzione per continuare ad operare nel mercato interno UE.

Questa soluzione consiste, tra le altre cose, nell’apertura di una filiale in Olanda o nella fornitura di servizi logistici o fiscali attraverso una società olandese. L’anno scorso, 397 aziende internazionali hanno scelto i Paesi Bassi, 78 delle quali lo hanno fatto a causa della Brexit, scrive WNL.

Secondo NFIA, associata a RvO, agenzia governativa che lavora per attirare aziende in NL, i mesi in corso sono colmi di richieste dal Regno Unito. L’organizzazione esecutiva sarebbe attualmente in trattative con più di cinquecento aziende che stanno valutando un trasferimento un’espansione nei Paesi Bassi. Circa la metà di queste società è UK.

In primis le aziende ortofrutticole, hanno bisogno di una soluzione rapida per scavalcare dazi e dogana. Nonostante l’accordo commerciale tra il Regno Unito e l’Unione Europea, la libera circolazione delle merci non esiste più e i tempi di consegna sono aumentati a dismisura a causa della Brexit e delle misure Covid.