NL

NL

La battaglia per abolire Zwarte Piet? È iniziata negli anni ’80

Chi pensa che la protesta contro Zwarte Piet sia qualcosa dell’ultimo decennio si sbaglia: un articolo del magazine One World ha parlato con alcune attiviste e attivisti che negli anni ’80 e ’90 protestavano contro il pupazzo razzista:  “Molte persone erano d’accordo con noi, ma avevano paura di parlare”.

Lulu Helder, antropologa, insegnante e capo progetto di formazione professionale dice al magazine: “Molti dei miei studenti pensano che l’attivismo contro Zwarte Piet sia iniziato nel 2011. Sono sorpresi di apprendere che ho protestato fin dagli anni ’90”. Il 12 novembre 2011, l’artista Quinsy Gario e il poeta e attivista Jerry Afriyie vennero arrestati e picchiati dalla polizia all’arrivo nazionale di Sinterklaas a Dordrecht. Indossavano magliette e cartelli con la scritta “Zwarte Piet Is Racism”. Il filmato del loro arresto è diventato virale e ha lanciato una nuova ondata di attivismo contro il razzismo. “Quel giorno è stato un passo avanti nella lotta contro Zwarte Piet”, afferma Helder. “E quella battaglia ha richiesto davvero molto tempo.”

Nel 1994, Helder fu co-fondatore del comitato d’azione Zwarte Piet is Zwart Verdriet: l’attivista Jaffar Forster era un co-fondatore e alla fine il comitato d’azione era composto da un nucleo di venti persone. Avevano lo stesso obiettivo dei giovani attivisti di oggi, vale a dire abolire Zwarte Piet e aumentare la consapevolezza del razzismo strutturale.

Il primo anno sono stati accolti ad Amsterdam Zuidoost da dozzine di agenti di polizia, aggrediti dalla gente ma qualche successo lo ottennero, nonostante rimase piuttosto sotto la cenere. Non solo: l’antropologo Mitchell Esajas (34), fondatore di The Black Archives e membro di Kick Out Zwarte Piet ha trovato tracce della protesta anti Zwarte Piet risalenti, almeno, al 1927, quando De Groene Amsterdammer pubblicò un articolo di opinione sugli stereotipi razzisti.

Dagli anni ’70 e ’80, le critiche a Zwarte Piet sono aumentate gradualmente, perché è iniziata la migrazione dalle ex colonie, dice Esajas a One World. Le violente aggressioni subite da Quinsy Gario e Jerry Afriyie nel 2011 sono state il detonatore per un movimento che ha cambiato la storia in Olanda.

La prima generazione di migranti surinamesi, giunti nei Paesi Bassi negli anni ’70 e ’80, non era ancora molto consapevole degli elementi razzisti nella tradizione Zwarte Piet, afferma al magazine Rahina Hassankhan che Emigrò nel 1974 e nel 1988 scrisse un libro sulla storia di Zwarte Piet. Piccole e circoscritte ma tra gli ’80 e i ’90 le proteste furono molte ma nessuna riusci in un cambiamento strutturale come sono riusciti quelli di KOZP.

La differenza l’hanno fatta i social media: “Quando siamo stati investiti da insulti razzisti [negli anni ’90]  il resto dei Paesi Bassi non poteva vederlo”, dice Helder. Le immagini del 2011 sono state lo stimolo per molti attivisti, e negli anni successivi è stato improvvisamente facile raggiungere un gruppo numeroso. “Ai nostri tempi dovevamo affiggere volantini in tutto il quartiere”, afferma Watson.

 

 

SHARE

Altri articoli