La maggior parte delle offerte dei supermercati incoraggia scelte alimentari non salutari. Inoltre, la maggior parte dell’offerta nei negozi e nella ristorazione non rientra nelle linee guida del Centro Nutrizionale per un’alimentazione sana. E’ quanto emerge da una ricerca commissionata dal ministero della Salute, le cui conclusioni sono state inviate questa mattina alla Kamer

I ricercatori della Wageningen University & Research, della VU University di Amsterdam e dell’Università di Utrecht hanno studiato la fornitura e la promozione di prodotti alimentari nei supermercati e negli esercizi di ristorazione per vedere quanto sia facile o difficile scegliere cibi sani. Si è scoperto che l’80% degli alimenti venduti non sono inclusi nelle linee guida salutiste.

“Abbiamo guardato le brochure dei supermercati e anche quello che c’è sugli scaffali o che viene promosso su Instagram e sulle pensiline degli autobus, per esempio”, afferma la ricercatrice Maartje Poelman, docente all’Università di Wageningen.

Dolci, biscotti, alcolici, bibite, carne e pollame sono più spesso offerti nei supermercati e insieme costituiscono il 36% dell’assortimento totale. Ortaggi, frutta, legumi, pesce e uova, gruppi di prodotti considerati salutari, rappresentano invece il 13% dell’intera gamma.

Il governo si è mosso con l’Accordo Nazionale di Prevenzione del 2018 per rendere più salubre l’approvvigionamento alimentare, ma non è stata ancora valutata la politica per incentivarla concretamente.  “Uno degli obiettivi di tale accordo è ridurre l’obesità. Il consumatore deve essere orientato a scelte salutari”, afferma Poelman.

I ricercatori considerano “un passo importante” che il Ministero della Salute stia studiando quanto sia sano l’ambiente alimentare ora e come gli sviluppi al suo interno possano essere monitorati e registrati. “La palla ora è con il ministero, il gabinetto da formare e, si spera, le raccomandazioni saranno incluse in un nuovo accordo di prevenzione. Tutti vedono che il monitoraggio è essenziale”, ha affermato Poelman. L’attuale accordo di prevenzione è valido fino al 2023.