Il CEO della compagnia aerea KLM, Pieter Elbers, ha comunicato che non intende chiedere l’obbligo di vaccino contro il covid ai propri passeggeri. Lo ha comunicato in un’intervista a Bloomberg TV.

La decisione di un’altra compagnia, l’australiana Qantas, invece, è opposta. Il CEO Alan Joyce ha detto: “Chiederemo ai passeggeri di vaccinarsi, per volare con noi. Certamente sarà una necessità per i visitatori dall’estero e per chi lascia l’Australia”.

Ma Elbers, al momento, ritiene prematuro decidere su un obbligo di vaccino per salire a bordo di aerei KLM. “Per adesso già seguiamo le regole sanitarie degli 80 Paesi in cui voliamo”.

La notizia che i vaccini funzionano il oltre il 90% dei casi torna a dare un po’ di fiducia nel mercato del trasporto aereo. “Avere i vaccini disponibili è una buona notizia, ma servirà tempo per distribuirli. E nel frattempo dobbiamo puntare sui test rapidi per i nostri passeggeri”. Al momento KLM sta lavorando con l’amministazione di Schipol per rendere disponibili i test rapidi nell’aereoporto di Amsterdam.

“Servono misure globali e standard sanitari univoci, per quando riprenderemo il traffico aereo”. KLM si sta impegnando, oltre ad aumentare i test rapidi, anche per la sanificazione dei suoi mezzi e per migliorare i servizi e la flessibilità. Nonostante i tagli durante la pandemia, KLM prospetta uno scenario positivo: dopo il vaccino, si avrà una ripresa dell’economia e quindi dei viaggi (anche di lavoro).

Fino ad allora, però, servirà il supporto dello Stato. L’appello di Elbers, a nome di KLM e di Air France, è rivolto ai due governi francese e olandese. Chiede di fornire supporto finanziario per gestire la crisi attuale e proseguire con basi. “Stiamo guardando nel futuro”. Ma non ha comunicato una cifra effettiva di cui le due compagnie aeree – statali al 14% – potrebbero avere bisogno.