KLM non restituirà il denaro dei voli cancellati in seguito all’esplosione della pandemia ma si limiterà ad emettere dei voucher, utilizzabili anche su voli delle compagnie partner Air France, Delta Airlines or Virgin Atlantic. I voucher non utilizzati potranno essere riconvertiti in cash solo tra 12 mesi. Le compagnie aeree cercano di evitare di dover rimborsare immediatamente tutti i viaggi annullati per evitare maggiori difficoltà economiche e il fallimento.

Tecnicamente, l’emissione di voucher sostitutivi non sarebbe consentita ma il governo lo ha autorizzato in via eccezionale. Tuttavia, almeno finchè non arrivasse una decisione dalla Commissione europea, le regole UE sul risarcimento in caso di cancellazione rimangono e queste regole prevedono che il consumatore possa avere indietro la somma spesa. L’Associazione dei consumatori Consumentenbond è critica nei confronti dei buoni aerei. “Ad esempio, non sono coperti in caso di fallimento della compagnia. Inoltre, 12 mesi per il rimborso è troppo tempo”, dicono a RTL Z.

Consumentenbond suggerisce, in caso di reclami, di rivolgersi a Inspectie Leefomgeving en Transport (l’Ispettorato dei trasporti) e ad ACM (l’autorità per la concorrenza in NL).

I voucher, quindi, non vanno accettati -come ha dovuto ammettere anche il governo- ma la ministra dei trasporti ha invitato i passeggeri a non chiedere rimborsi per non mettere le compagnie in difficoltà.

KLM e Transavia ammettono che i consumatori hanno ragione nel voler richiedere un rimborso economico ma non cambieranno la loro policy, per ora. In settimana è atteso un vertice dei ministri dei trasporti UE per chiedere alla Commissione una deroga alla normativa che impone alle compagnie di rimborsare i voli cancellati a favore dei voucher. 9 paesi, Olanda inclusa, chiedono questa deroga.