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Un governo di centro-destra che ama il mercato e i grandi gruppi ma continua a sostenere un’azienda (e un’alleanza) in perdita nonostante le prospettive per il futuro siano tutt’altro che rosee: è questa la situazione dell’alleanza KLM-Air france, uno dei capitoli più spinosi in questo periodo ma già un problema, ben prima che scoppiasse la crisi del coronavirus.

Da un anno, scriveva a fine febbraio BNR Radio sul suo sito, il governo olandese -che detiene il 14% delle azioni della compagnia franco-olandese- l’Aia vorrebbe più rappresentanti nel consiglio di amministrazione che per ora, sarebbe a maggioranza francese. Ma ad allora, la trattativa era ad un punto morto. Nonostante il ministro delle finanze Hoekstra avesse detto che la trattativa fosse complessa e “il governo non ha fretta”, il parlamento ha mostrato in diverse occasioni, un certo nervosismo:  lo stato olandese ha perso molti soldi, più di cento milioni sono evaporati e le prospettive per la compagnia non sembrano rosee. Anzi, sono tutt’altro che rosee. La mossa olandese a fine febbraio di iniettare quasi un miliardo di euro nella compagnia è stata accolta con critiche da Parigi: secondo l’AD sul fronte Air France, più che un azionista, l’Olanda si comporta come un investitore.

Nonostante l’ottimismo, il ministro ha dovuto ammettere all’emittente di attendersi prestazioni migliori. Ora, con la crisi del corona, la situazione rimane un grande punto interrogativo. Per ora, il governo ha annunciato che farà “tutto ciò che è necessario” per salvare Schiphol e KLM.