Il festival Keti Koti  (“catene spezzate”) in memoria dell’abolizione dell schiavitù nei Paesi Bassi, il 1 ° luglio 1863, riveste un valore particolare per la comunità afro-surinamese e per quella antillana (che tuttavia, festeggia la “sua” liberazione il 17 agosto)

Il festival, organizzato dal 2009, rappresenta solo un aspetto di un movimento di emancipazione per la comunità nera d’Olanda che parte da lontano. Oltre alla fondazione del NiNsee, l’Istituto nazionale della schiavitù con sede ad Amsterdam e ad iniziative come il Black Archives, un’organizzazione che ha  messo su la prima biblioteca tematica focalizzata sul Suriname e il patrimonio storico della comunità nera d’Olanda, anche elementi simbolici come il monumento nazionale della schiavitù ad Oosterpark, sono i risultati diretti di questi sforzi.

Ma l’aspetto di più ampia portata è certamente il festival annuale ad Oosterpark ad Amsterdam. La fondazione Keti Koti, scrive sul suo sito, “con l’evento vuole dare un nuovo impulso ai riti e alla produzione culturale [surinamese] che, per anni, è stata limitata a centri della comunità oppure a cafè.”

“La composizione della società olandese è il risultato di eventi della nostra storia”, scrive ancora l’associazione sul suo sito. “Il commercio degli schiavi e la schiavitù sono parti di questa storia. Giustamente, e per il ruolo olandese, negli ultimi anni c’è maggiore riconoscimento”. 

Negli ultimi anni il Keti Koti aveva ospitato anche artisti non legati alla tradizione afro-surinamese o antillana, soprattutto artisti giamaicani quali i Morgan Heritage ma quest’anno l’offerta è interamente legata all’Olanda e alle ex colonie.

Sul palco Mitchell Brunings diventato celebre con “The Voice of Holland” e noto per il repertorio musicale di cover di Bob Marley e Izaline Calister,cantante antillana.

Oltre alle performance musicali, nel corso della giornata si terranno workshop e seminari su storia e cultura della diaspora delle ex colonie.

 

Keti Koti Festival

Oosterpark. 13-22, ingresso gratuito