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Domenica ricorre il 100° anniversario della nascita di Karel Appel, ad Amsterdam. La ferocia espressiva del “pittore bestia” è stata elogiata e denigrata allo stesso. Il parere sulla sua eredità è discordante anche tra i pittori contemporanei.

Durante l’occupazione tedesca i suoi genitori, che si opponevano alla sua scelta di diventare artista, lo cacciarono di casa anche per evitare che la polizia tedesca lo trovasse e lo mandasse in Germania a lavorare nell’industria delle armi.

La pittura di Karel Appel viene influenzata da Pablo Picasso, Henri Matisse e dall’artista francese di brute-art Jean Dubuffet. Nel 1947 inizia a scolpire con tutti i tipi di materiali usati (nella tecnica dell’assemblaggio) e li dipinge con colori brillanti: bianco, rosso, giallo, blu e nero. Si unisce poi all’Experimentele Groep in Olanda insieme ai giovani pittori olandesi Anton Rooskens, Theo Wolvecamp e Jan Nieuwenhuys.

Appel è passato alla storia come uno dei membri più influenti del movimento CO.BR.A., al quale si unì nel 1948. Un anno dopo, il gruppo tenne una mostra allo Stedelijk Museum di Amsterdam, che fu definita dalla stampa: “follia elevata ad arte… scarabocchiata, chiacchierata, buttata”.

 

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Tuttavia, il neo-espressionismo prese piede a livello internazionale e il lavoro di Appel, dopo lo scioglimento del movimento CO.BR.A. nel 1951, non fece eccezione. Le opere di Appel sono presenti nelle collezioni di musei internazionali come il Tate, il MoMA, lo Stedelijk e il Museu de Arte di San Paolo. La sua morte, nel 2006, fece notizia in tutta Europa: Appel era già entrato nella storia dell’arte contemporanea.

Due mostre e una conferenza

Il Cobra Museum di Amstelveen sta allestendo una panoramica delle migliori opere di Appel, dalla sua collezione, integrata da prestiti di una collezione privata belga, che raramente sono stati esposti. La mostra presenterà il lavoro di Appel del periodo 1947-1961, considerati dagli esperti, i suoi anni migliori.

La Slewe Gallery (Kerkstraat 105A) presenta una mostra dal titolo “Horizon of Tuscany“, curata da Rudi Fuchs, ex direttore dello Stedelijk e amico di Appel. I cinque grandi dipinti risalgono al 1995, quando l’artista viveva in Italia. Per la prima volta nella sua vita, scelse come soggetto un paesaggio – un segno della spinta innovativa di Appel, che rimase intatta anche in età avanzata.

Lo Stedelijk Museum Schiedam celebra il compleanno di Appel con una conferenza online il 25 aprile alle ore 11. La conferenza si concentrerà in parte su “Mannetje met de zon” (1947), il quadro con cui Appel ha ritratto la miseria della seconda guerra mondiale, una figura trasporta una carriola piena di sole.

Pic@Branko Collin | Flickr | CC 2.0