The Netherlands, an outsider's view.

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#JusticeForMitchHenriquez. Chi ha sbagliato deve pagare

+31MAG.NL aderisce alla campagna lanciata dai familiari per chiedere "Verità e giustizia"



La morte del 42enne originaio di Aruba, avvenuta in circostanze ancora da chiarire durante un fermo, è un tragico evento che aggiunge un nuovo tassello al dibattito pubblico sulla condotta della polizia olandese che negli ultimi mesi ha sollevato non pochi interrogativi. I lettori italiani sono tristemente abituati a vicende di malapolizia nel nostro paesema per l’Olanda, dove il rispetto dei diritti umani da parte degli a genti è sempre stato considerato di livello internazionale, l’accusa documentata di razzismo e di un utilizzo sistematico del “doppio standard”, uno per gli olandesi ‘bianchi’, l’altro per le minoranze etniche, è un duro colpo. E sfortunatamente non un caso isolato.

Nella vicenda del povero Henriquez che ha pagato la sua sbruffonata (mettersi ad urlare ‘ho una pistola’ davanti agli agenti) con la vita, gli elementi di un caso di malapolizia all’italiana ci sono tutti: una morte in custodia, una versione ufficiale diversa da quella delle prove, il silenzio dell’autorità. Il caso olandese, però, ha un elemento in più: la questione etnica. Gli abusi, in paesi con grandi minoranze etniche autoctone, come Olanda, Regno Unito e USA colpiscono in larga misura proprio cittadini e residenti con un background etnico diverso dalla maggioranza. In questo senso, gli agenti di Den Haag sono stati accusati di praticare l’ethnic profiling, una prassi contraria alla Convenzione Europea per i diritti umani che consiste nel conservare i dati delle schedature su base etnica, nella convinzione che cittadini con determinati background (nel caso di Den Haag, marocchini ed antilliani) commettano più reati di altri.

Il risultato di tale prassi è quello di inasprire i rapporti tra agenti e minoranze in un’escalation che nel lungo periodo può causare un disastro sul piano sociale. Se a queste tensioni, si aggiungono gli ampi poteri discrezionali di cui gode la polizia olandese, una sostanziale riluttanza delle istituzioni rappresentative a giudicare l’operato degli agenti e la forbice sempre più ampia di disuguaglianza tra locali ed allochtonen, si capisce che Den Haag, e gran parte del paese, sono una polveriera sociale.

Per quest’ultima ragione è necessario che le autorità rispettino il principio di responsabilità (accountability) e svolgano in tempi rapidissimi un’indagine che porti all’individuazione dei responsabili dell’omicidio di Mitch Henriques. Un dovere nei confronti della giustizia, della famiglia ma anche un dovere nei confronti della cittadinanza: se davvero venisse confermata la responsabilità degli agenti è un rischio per l’incolumità di tutti che svolgano servizio operatori di pubblica sicurezza incapaci di moderare e controllare l’uso della forza. Mitch Henriquez è morto per futili motivi, in una circostanza dove, a detta dei presenti e della stessa polizia, la situazione poteva essere gestita senza l’utilizzo di particolari accorgimenti coercitivi: la presenza di agenti era imponente ed Henriquez non era armato.

D’altronde l’Aja ospita il primo tribunale internazionale al mondo che giudica la responsabilità penale di funzionari di stato che si sono macchiati di crimini contro l’umanità, quindi l’impunità proprio all’Aja di chi avesse causato la morte di un uomo in stato di fermo, sarebbe un’odiosa aggravante.

Per questi motivi, noi di +31mag.nl, invitiamo tutti a sostenere la campagna della famiglia Henriquez

https://secure.avaaz.org/en/petition/PM_Mark_Rutte_We_demand_justice_for_Mitch_Henriquez/?pv=5

 

Massimiliano Sfregola

Direttore 31mag

 

 






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