Sarà vero che l’amore non conosce confini, ma forse ciò non vale ovunque. Non nei Paesi Bassi, econdo un’indagine commissionata dall’agenzia governativa SCP sulle coppie miste con un partner olandese: malessere e profonda delusione per le proprie condizioni di vita, sarebbero i sentimenti più diffusi nella comunità internazionale che si trasferisce nei Paesi Bassi per amore. Ciò varrebbe soprattutto per le donne con un buon livello di scolarizzazione, frustrate dalla mancanza di opportunità. Ostacolo insormontabile per eccellenza sarebbe la barriera linguistica e pare non ci sia corso di lingua che tenga: nonostante gli sforzi (economici) delle municipalità per favorire l’integrazione, ai partner stranieri dei sudditi della corona vivere in Olanda non piace proprio.

E non a caso, ha fatto rumore sui media nazionali la storia di Sacha, un donna russa che ha deciso di abbandonare un bel posto di lavoro ben remunerativo nella madrepatria per seguire il partner olandese. Se è stata fortunata in amore, lo stesso non si può dire per il lavoro: porte in faccia sbattute persino per le pulizie in hotel. Se non mastichi qualche parola di olandese, è meglio che te ne vada, le avrebbero detto. Ma la storia di Sacha non sembra essere un’eccezione: scomodando Carlo Marx, la linea di divisione sociale infatti non correrebbe più tra borghesi e proletari ma tra gli olandesi ed europei occidentali che hanno avuto una buona educazione e quelli non specializzati. Lo studio prosegue dimostrando la frontiera chiusa che divide le due aree della società, che pensano, agiscono e fanno leva su reti sociali diverse e reciprocamente escludenti. In poche parole, anche i Paesi Bassi si avviano ad essere una società fortemente polarizzata lungo linee di divisione sociali, razziali e linguistiche. E la storia di Sacha non farebbe che confermarlo.