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Israele ha inviato alla Corte Penale Internazionale CPI-ICC due documenti legali per opporsi ai procedimenti in corso, segnando la prima volta in cui il Paese si rivolge direttamente alla CPI, nonostante il suo precedente rifiuto di riconoscere la giurisdizione del tribunale, scrive Le Monde.
Il caso riguarda i mandati di arresto richiesti dal procuratore della CPI Karim Khan contro il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il Ministro della Difesa Yoav Gallant e tre funzionari di Hamas, tra cui Yahya Sinwar, Ismail Haniyeh e Mohammed Deif. Due dei funzionari di Hamas sarebbero stati uccisi in recenti attacchi.
Nonostante Israele non abbia ratificato lo Statuto di Roma, Telaviv sta cercando di influenzare le decisioni dei giudici. Israele si era precedentemente astenuto dal partecipare ai procedimenti dal momento in cui l’indagine era stata aperta nel 2021, a seguito dell’adesione della Palestina alla Corte nel 2015.







