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Musulmani sotto attacco? Sembra difficile dirlo dopo il video di Parigi che mostra un attentatore a viso coperto, sparare a bruciapelo a un poliziotto e urlare “Abbiamo vendicato Maometto”. Eppure è proprio questo il dato che emerge da una ricerca dell’Università di Amsterdam. Secondo la docente Ineke van der Valk, infatti, quasi il 40% dei luoghi di culto islamici ha subito danni negli ultimi dieci anni, seguendo un andamento altalenante. In concomitanza di preoccupanti fatti di politica interna, come l’uccisione del regista Theo Van Gog nel 2004, o di politica estera, come la crescente minaccia dell’ISIL in Medio Oriente, si è registrato  un aumento degli attacchi contro le moschee e i credenti islamici. Nel suo libro, Islamophobia and Discrimination, la ricercatrice olandese spiega anche come spesso gli autori di questi atti razzisti trovino una spalla nella propaganda della formazione populista PVV, che proprio sulla difesa delle tradizioni olandesi e sul contrasto al multiculturalismo ha costruito nel tempo le sue fortune elettorali.  Non a caso, a fine novembre, la proposta di chiudere tutte le moschee in Olanda, fatta dal portavoce de Graaf in una seduta parlamentare, era stata presa sul serio da alcuni militanti che, a un mese di distanza, avevano invocato su FB la messa a fuoco di tutti i centri di culto islamici nel paese. Proprio per mantenere alta la guardia, in seguito anche a quanto accaduto a Parigi,  è prevista la costituzione di un centro che monitori e tenga sotto controllo gli attacchi e gli atti di discriminazione contro i musulmani in Olanda