The Netherlands, an outsider's view.

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#abitare

Abitare, intervista a Laurens Ivens

Per l'assessore alla casa, le disuguaglianze sono un tema centrale nel lavoro della giunta



di Paolo Rosi

Il processo di “rigenerazione” urbana, che da qualche tempo sta investendo Amsterdam, passando per la costruzione di nuovi hotel, la vendita del patrimonio immobiliare pubblico e la proliferazione di edifici commerciali di lusso, come a Rokin, sta emarginando le fasce più deboli della città. Il numero di case sociali verrà ridimensionato?

Hotel e centri commerciali non vanno a rimpiazzare edifici a scopo abitativo ma costruzioni con già una destinazione commerciale. Ad Amsterdam, insomma, non esiste il rischio che un hotel sorga al posto di case sociali, non essendo consentito dalla legge lo sviluppo dell’edilizia turistica e di quella destinata ai servizi laddove il luogo è destinato ad altro.

Il processo di gentrificazione del centro sta erodendo la diversità sociale che ha reso famosa la capitale dei Paesi Bassi, trasformando soprattutto il centro in un luogo accessibile solo a turisti e residenti benestanti. Cosa pensa al riguardo?

Ogni area della città dovrebbe essere accessibile a chiunque; per fortuna è già cosi in gran parte dei distretti della città, anche se la situazione varia certamente da zona a zona. Vuoi per la struttura stessa di Amsterdam, vuoi  perchè teniamo molto a ciò che abbiamo  ma le disuguaglianze tra le zone della città sono minuscole se paragonate a quelle di qualunque altra capitale del mondo. Nel recente accordo di cooperazione tra affittuari, woning corporatie e consigli municipali abbiamo stabilito di conservare almeno una quota per zona, riservata agli affitti sociali per fare in modo che non si allarghi troppo il gap sul tenore di vita nelle diverse aree. Ecco perchè, a mio avviso, il processo di gentrificazione di Amsterdam è un fenomeno ancora piuttosto contenuto. E’ normale che con il cresciuto interesse per le aree del centro, sia cresciuta anche la domanda, e con essa il costo medio degli alloggi; ovviamente per i bassi redditi è diventato difficile vivere nel cuore della città quindi è fondamentale proteggere una quota consistente di alloggi sociali.

In una recente intervista con +31mag.nl, il Direttore del Wijsteunpunt Centrum confessa di temere per l’“Airbnb-fication” di Amsterdam ovvero il rischio che gli alloggi della città vengano risucchiati dal trend del “bed and breakfast” fai da te. Come vede questo fenomeno?

Airbnb ed altri siti analoghi sono realtà di dimensioni mondiali, molto popolari tanto tra i proprietari quanto tra i turisti. E’ uno sviluppo che non possiamo nè vogliamo arrestare, piuttosto cerchiamo di regolamentarlo: finchè le dimensioni di questo mercato rimangono di dimensioni ridotte è consentito affittare un appartamento, per un massimo di 60 giorni l’anno, pagando le tasse turistiche. Abbiamo approvato una disciplina comunale proprio per tenere la situazione sotto controllo. La vigilanza è fondamentale e in questo l’amministrazione sta investendo molto.

L’incremento del 2,5% negli affitti, assottiglia la distanza tra la fascia controllata e quella liberalizzata del mercato,  in pratica aggravando la già cronica carenza di affitti a prezzi ragionevoli. Quali sono le misure che intende mettere in pratica un assessore alla casa dell’SP, partito tradizionalmente a difesa del patrimonio immobiliare pubblico?

E’ vero che negli ultimi anni, le politiche nazionali sulla casa hanno portato in tutto il paese, un sostanziale incremento medio del prezzo degli affitti. Ad Amsterdam non abbiamo molti strumenti per cambuare questo orientamento ma possiamo certamente correggerlo; il metodo più efficace è quello di collaborare attivamente con le woning corporatie e con gli inquilini. Tra gli accordi raggiunti, c’è quello di assegnare la massima priorità ad alloggi a prezzi accessibili, destinando il 75% delle unità che appaiano sul mercato regolato ai bassi redditi. E soprattutto abbiamo messo un tetto alla percentuale di abitazioni pubbliche da immettere sul mercato cosi da poter conservare lo stock anche attraverso il “bilanciamento dinamico”; ossia per ogni edificio che esce dallo stock sociale ne viene destinato uno nuovo in una diversa zona della città.






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