Il suo supporto a DENK, micro-partito dei “turchi ribelli” Ozturk e Kuzu in parlamento, aveva provocato un terremoto su internet ma Sylvana Simons, nonostante le minacce e gli insulti razzisti ricevuti, ha scelto di non denunciare. Ora, il pubblico ministero fa sapere che l’indagine, anche senza la denuncia della Simons, andrà avanti. Ma chi è Sylvana Simons? Volto della tv olandese e scrittrice, è nata in Suriname nel 1971 ed è tra i rappresentanti della comunità nera olandese, uno dei pochi personaggi noti del piccolo schermo.

Le sue posizioni sulla società multietnica e su tematiche spinose come Zwarte Piet sono sempre state piuttosto nette. Motivo dell’esplosione di collera (razzista) della rete nei suoi confronti è stata l’adesione al partito DENK, una formazione fondata dai due dissidenti del Pvda di origine turca, Ozturk e Kuzu, che in molti accusano di aver rapporti con le istituzioni di Ankara. La Simons ha intenzione di candidarsi alle elezioni politiche del prossimo anno e di fare del tema della discriminazione uno dei suoi cavalli di battaglia. La sua prima uscita, è stata molto critica nei confronti del caso Ebru Umar: secondo la Simons, infatti, si è mobilitato il governo per riportare in Olanda la Umar ma la sua sarebbe stata una ‘prigionia di lusso’.

In seguito a questi commenti è diventata bersaglio dell’odio della rete: “scimmia”, “cacciamola in Africa”, “chiamiamo il Ku klux klan” sono epiteti con i quali è stata apostrofata su alcune pagine Facebook aperte da suoi oppositori. Ora il pubblico ministero vuole andare avanti.