Greenpeace ha visto una precedente sentenza contro il governo fiammingo confermata dalla corte d’appello di Bruxelles.

Il caso è iniziato nel 2017, quando Greenpeace ha contestato in tribunale la direttiva sulla qualità dell’aria del governo fiammingo, e il fatto che le regole europee sul biossido di azoto venivano superate in molti luoghi. Tuttavia il ministro dell’ambiente fiammingo Zuhal Demir (N-VA) ha sostenuto che il piano in sé non era in discussione, ma solo la mancanza di un calendario più vincolante.

Al governo fiammingo era stato originariamente dato tempo fino al 2015 per redigere un calendario, ma due anni dopo non lo aveva ancora fatto. Greenpeace ora ha vinto la causa.

Oggi la Corte d’appello di Bruxelles ha confermato il precedente verdetto, e in più ha multato il governo di 750.000 euro, sulla base della sentenza del 2018 che condannava il governo a pagare 1.000 euro per ogni giorno di mancato rispetto delle norme.

“L’Europa impone delle regole per proteggere la nostra salute” ha detto Joeri Thijs, esperto di mobilità di Greenpeace. “Le Fiandre erano consapevoli del problema e avrebbero dovuto iniziare ad adattarsi dal 2010. Gli sono stati dati altri cinque anni per risolvere il problema, ma ora sono passati altri sei anni e la situazione non è ancora a posto. Stiamo ancora vedendo violazioni della norma europea per il biossido di azoto in molti luoghi.Useremo il denaro per avviare il Fondo per l’aria sana, in collaborazione con BePlanet. Lo useremo per sostenere gruppi d’azione e associazioni in progetti locali che migliorano la qualità dell’aria”

Dalla sentenza iniziale, ha detto, sono passati quattro anni senza che siano stati fatti progressi, e nel frattempo si stima che 9.000 persone all’anno muoiono prematuramente a causa della scarsa qualità dell’aria.