Door Erik Zachte – Eigen werk, CC BY-SA 3.0, Koppeling
Il Comune di Leiden ha aperto ufficialmente la ricerca di un nuovo affittuario a lungo termine per il Gravensteen, l’iconico monumento nazionale considerato l’edificio più affascinante e cupo della città olandese, dice Omroepwest. La struttura, che affonda le sue radici nel XII secolo, porta con sé un’eredità secolare fatta di prigionia, punizioni corporali ed esecuzioni capitali, rendendo oggi la sua riconversione un’impresa.
La parte più antica dell’edificio è una torre quadrata tardo-medievale, nei cui mattoni sono ancora visibili le impronte digitali dei mastro muratori dell’epoca. Convertito nel XVI secolo con l’aggiunta di un blocco celle — le cui pareti conservano ancora affreschi d’epoca raffiguranti la Via Crucis —, il Gravensteen è stato per oltre tre secoli il principale luogo di detenzione della città.
Al suo interno si sono consumate alcune delle pagine più cupe della storia locale. Nel seminterrato è tuttora conservata la stanza delle torture, con gli anelli di ferro originali fissati alle pareti. Il regolamento giudiziario dell’epoca prevedeva l’uso dei torchi per estorcere le confessioni, mentre sulla corte interna venivano eseguite le condanne: impiccagioni per gli uomini, strangolamenti al palo per le donne, decapitazioni per i ceti abbienti e, nei casi di falsificazione o eresia, la bollitura o il rogo.
Non sono mancati tuttavia episodi di cronaca insoliti. Gli archivi riportano di contatti clandestini tra detenuti che portarono persino a una gravidanza e a una rocambolesca evasione di gruppo. Tra i direttori del carcere si ricorda anche una figura femminile unica per il tempo: Maria van Nispen, che prese il posto del marito malato e guidò la prigione dal 1699 al 1727, scrive il portale locale.
L’edificio, in epoca moderna è stato sede dell’Università di Leiden e più di recente del centro di tutela del patrimonio Erfgoed Leiden,.







