The Netherlands, an outsider's view.

The Netherlands, an outsider's view.

CRIME

Inizia in Olanda il più grande processo di Mocro Maffia di sempre

Nell’aula bunker di Osdorp, blindata e circondata da uno spiegamento straordinario di forze dell’ordine, è iniziato stamattina in Olanda il più grande processo di Mocro Maffia di sempre. Come racconta il Parool, le misure sono state talmente imponenti da aver mandato in tilt il traffico nella zona.

Il Paese non è abituato, come lo è l’Italia, a procedimenti come questo: l’udienza è iniziata in ritardo perchè mancava posto in tribunale e perchè la scorta ha impiegato tempo a portare il testimone chiave Nabil B., davanti ai giudici dal luogo segreto dove risiede. Magistratura e giudici, spiega ancora Paul Vugts, esperto di crime del Parool, che segue da anni i processi della Mocro Maffia, hanno discusso su come dividere i vari filoni processuali in cui è coinvolto il super latitante.

C’è il “caso Marengo” dove Taghi, il suo sospetto braccio destro Saïd Razzouki e 15 co-imputati sono alla sbarra per una serie di omicidi e di tentati omicidi, soprattutto nell”underworld” criminale della capitale. Nel processo “Eris” sono 16 gli imputati, tra i quali i “bikers” di Caloh Wagoh. Anche qui, Taghi era il mandante, secondo la magistratura.

La situazione è complessa perchè i casi sono tra di loro intrecciati ed è difficile individuare il confine tra l’uno e gli altri, soprattutto perchè Taghi è il nome ricorrente in ognuno di questi: nel caso Marengo, il testimone chiave Nabil B. è il perno, mentre nel caso Eris, il fulcro è il testimone Tony de G.

La posizione di Taghi è stata stralciata dal processo Marengo e farà parte di un filone a sè. In realtà, gli avvocati dei sospettati della Mocro Maffia  vogliono essere in grado di interrogare i due testimoni chiave (e co-sospettati nei casi Marengo ed Eris) mentre i pubblici ministeri vorrebbero tenere i filoni separati.

Razzouki, recentemente arrestato in Colombia, deve ancora arrivare nei Paesi Bassi. Come verranno organizzati i processi, comunque, è ancora oggetto di discussione.

“Giovedì”, scrive Vugts “è diventato nuovamente chiaro che i Paesi Bassi non sono in grado di far fronte a Taghi e ai mega processi contro il suo gruppo – insieme, di gran lunga il più grande processo penale nei Paesi Bassi di sempre”.  Troppi imputati e una macchina complessa che, almeno questa volta, l’Italia saprebbe gestire senza grandi problemi.