di Massimiliano Sfregola

 

Lo scandalo dei sussidi (in olandese: toeslagenaffaire) è stato un disastro immane: ha distrutto le vite di migliaia di famiglie, costerà una fortuna di risarcimento danni, ha terminato carriere politiche e mandato a casa un governo.

Una vicenda dolorosa e di una gravità inaudita, in un sistema giuridico come quello olandese, dove si presta molta attenzione allo Stato di diritto. E proprio quello Stato di diritto, scrive la commissione parlamentare istituita per indagare sul caso, è stato violato impunemente dai principali organi del Paese. Raramente nei Paesi Bassi un potere dello stato, in questo caso una commissione parlamentare, si è espresso con tanta durezza nei confronti di altri organi dello Stato ma nel toeslagen affaire trova posto di tutto: abuso di autorità, violazione del patto di fiducia tra cittadini e governo e tra governo e parlamento e l’onta di aver usato la discriminazione e i pregiudizi come metodo amministrativo per ottenere risultati ma a scapito di fasce deboli. E spesso sulle loro spalle; “pregiudizio istituzionale” è la definizione del presidente della commissione Piet Hein Donner del CDA e poi violazione dei “principi fondamentali dello Stato di diritto”,  “incapacità amministrativa” e pratica “discriminatoria” sono solo alcune delle espressioni con le quali gli ispettori che hanno condotto l’indagine per il parlamento, hanno definito la vicenda.

Ma facciamo un passo indietro: a cosa si riferisce, esattamente, il toeslagenaffaire? Il sussidio della definizione, coniata dalla stampa, è il kinderopvangtoeslag, ossia l’assegno familiare per gli asili o l’assistenza all’infanzia, che in Olanda viene assegnato in base a parametri quali il numero di figli e il reddito del nucleo familiare.

Tra il 2013 e il 2019, stando alla ricostruzione della stampa e della commissione parlamentare, 26mila genitori, in buon numero di minoranze etniche, sono stati accusati ingiustamente di truffa a danno dello stato oppure hanno ricevuto pesanti sanzioni per errori commessi nella compilazione della richiesta di sussidio. In entrambi i casi, l’atteggiamento dell’autorità fiscale, ha rilevato la commissione, è stato durissimo e ingiustificato, in considerazione della situazione di vulnerabilità delle famiglie che chiedevano aiuto.

 

La frode “dei bulgari”

Nel 2o13 l’emittente RTL porta alla luce una frode su larga scala commessa da alcune gang dell’est Europa che avrebbero usato registrazioni presso alcuni comuni, allo scopo di intascare i sussidi. Stando ad RTL, alcuni membri di queste organizzazioni criminali sarebbero riusciti a ricevere anche 8000 euro in una volta di arretrati di sussidi, per poi far perdere le loro tracce.

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