di Viola Zuliani

 

L’11 settembre, per la percezione in occidente dei musulmani, è stato un momento di svolta molto significativo (e purtroppo, non positivo); nello spazio pubblico, la rappresentazione dei fedeli dell’islam ha assunto da allora una connotazione sempre più negativa, accentuando lo stereotipo musulmano= terrorista

In un paese dove il 5% della popolazione islamica (e in città come Amsterdam o Rotterdam, quel numero lievita fino a numeri a doppia cifra) sembra quasi che avere pregiudizi verso ciò che è “Islamico” sia quasi un atteggiamento di buon senso.

Tayfun Balçik, storico olandese di origini turche, si è chiesto quanto la rappresentazione mediatica del mondo musulmano avesse contribuito a costruire questa narrazione negativa dell’islam. E così dal 2015, ha iniziato a cercare e raccogliere dalla stampa notizie che parlassero dell’islam. Con un progetto realizzato insieme a The Hague Peace Projects, Nieuw Wij e Republiek Allochtonië, organizzazioni e testate con le quali Tayfun collabora, l’idea è diventata “Moslims op Tv”, un vero e proprio osservatorio.

Il progetto si è strutturato, includendo così nella ricerca 4 giornali diversi: due più progressisti, Volkskrant e AD, e due più conservaori, Telegraaf e NSE. “Abbiamo cercato per tre mesi, ogni giorno e per ciascun giornale, notizie sui musulmani e sull’Islam: che tipo di notizie, chi le scrive, se qualche musulmano è stato coinvolto nel processo”, spiega Tayfun a 31mag. I risultati ottenuti da questa prima ricerca hanno avuto una risonanza piuttosto importante, così da aprire la strada ad un follow up sui media televisivi, che è iniziato lunedì e coprirà i mesi di giugno, luglio e settembre.

Il follow up sulla televisione, si svolgerà più o meno con la stessa metodologia: “E’ una ricerca sia qualitativa che quantitativa”, spiega Tayfun, “cercheremo ogni giorno notizie sui musulmani e faremo una comparazione riguardo al modo con cui queste notizie vengono date nel caso il soggetto in questione sia un musulmano o un bianco occidentale”, così da comprendere, quindi, se esista una differenza nel modo di trattarle in base all’etnia degli individui protagonisti.

“Per tre mesi ho lavorato in questo modo”, continua Tayfun “ho annotato quali soggetti, per quanto tempo se ne parla, chi ne parla, quante volte vengono interrotti, quali sono le foto di sfondo utilizzate. Nel frattempo, continueremo a scrivere degli articoli riguardanti casi specifici”.

Ciò che è emerso dalla prima parte dell’indagine non è rassicurante: “Sono risultati 5 pattern principali: l’associazione dei musulmani al terrorismo, la percezione dei musulmani come non appartenenti alla società occidentale, la percezione dei musulmani come oppressori delle donne e come migranti non graditi. L’ultimo, e l’unico positivo, riguarda invece le notizie sulla discriminazione verso i musulmani”, ci racconta Tayfun.

Nell’industria mediatica olandese, i lavoratori musulmani sono ampiamente sotto rappresentati ma nelle redazioni dove i media sono più “diversi”, anche le notizie tendevano ad essere meno polarizzate sullo stigma.“La sotto rappresentazione della comunità musulmana è un problema serio e porta anche ad una sfiducia dei musulmani verso i media olandesi. E’ necessario che si assumano persone con un background diverso, e questo non solo in riferimento alla comunità musulmana, ma anche a tutte le altre minoranze presenti in Olanda che non sono adeguatamente rappresentate”.

Ma assumere giornalisti di minoranze in funzione di “testimonianza”, secondo Tayfun, rischia di diventare solo un esempio di “Tokenism” e cioè praticare multiculturalismo di facciata.

La ricerca di Tayfun raffigura uno spaccato delle contraddizioni della società olandese odierna: un Paese multiculturale ma frammentato, la cui divisione su linea etnica e sociale si percepisce camminando per le strade o semplicemente accendendo la TV. “Prendiamo De Nieuwe Maan, un programma multiculturale, con un presentatore musulmano, in cui si parla di questioni legate alla vita di chi pratica questa religione”, prosegue Tayfun. “Il programma viene criticato dai musulmani stessi, perchè vengono rappresentate solo persone ‘occidentalizzate’”. In questa maniera, viene dato per scontato che il “musulmano buono” è colui che musulmano ormai non lo è più.