Un’inchiesta di NRC rivela che centinaia di rifugiati ugandesi potrebbero aver mentito sulla propria sessualità per ottenere asilo in Olanda.

Dichiarando di essere omosessuali, infatti, aumentavano le probabilità che la richiesta d’asilo fosse accolta. Il rapporto è basato su dati e documenti del Servizio immigrazione e naturalizzazione olandese (IND).

In Uganda, appartenere alla comunità LGBTQ è un reato punito con il carcere a vita. Solo nel 2018 sono state approvate 200 domande di asilo da parte di rifugiati perseguitati per omosessualità. Secondo NRC negli ultimi due anni circa 400 persone hanno chiesto asilo in Olanda.

A fronte di questi numeri l’IND ha avviato un’indagine. Stando al rapporto, centinaia di rifugiati vengono indotti a fingere l’omosessualità. Le prove arrivano da segnalazioni anonime e da altri ugandesi che avrebbero confermato i fatti. L’IND, inoltre, poggia la sua tesi sulle similitudini fra i racconti delle persecuzioni e del viaggio.

Secondo l’IND esiste una rete di trafficanti che aiuta i migranti “in questo abuso delle procedure d’asilo”. Ma il Ministro della Giustizia non si è pronunciato in merito in quanto “si tratta solo di sospetti e l’indagine è ancora in corso“. Per l’avvocato Erik Hagenaars, specializzato in richieste d’asilo per rifugiati della comunità LGBTQ, le indagini sono insensate. “Ovviamente l’istituto per l’asilo cerca le contraddizioni nei racconti dei rifugiati per rigettare la richiesta d’asilo. Mi sembra logico che le storie dei rifugiati siano simili tra loro”.