The Netherlands, an outsider's view.

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ART

In Svizzera si “compie” il miracolo della neve di Pieter Bruegel il Vecchio

di Klizia Capone

Dei cambiamenti climatici, ormai, si discute da tempo. I dati delle stazioni metereologiche di tutto il mondo ci parlano di un innalzamento della temperatura di circa 1 °C nell’ultimo secolo. Gli incendi che stanno devastando più di undici milioni di ettari di foreste in Australia, compromettendone l’ecosistema, sono solo la punta dell’iceberg. Mentre oggi siamo di fronte a un riscaldamento globale che interessa il 98% della superficie terrestre, e si presenta come un problema dalla risoluzione non più procrastinabile, in passato l’uomo ha assistito anche a variazioni climatiche locali di minore entità. Una di queste è stata definita dagli studiosi piccola era glaciale, e comprende il periodo che va dalla metà del Cinquecento all’Ottocento. 

La caduta dei fiocchi di neve

Ne è testimonianza un dipinto di Pieter Bruegel il Vecchio, fulcro della mostra Il miracolo nella neve, organizzata dalla Collezione Oskar Reinhart «Am Römerholz» di Winterthur, in Svizzera.

Il piccolo olio su tavola (35×55 cm) venne realizzato nel 1563 ed è l’unica opera del maestro fiammingo presente nelle collezioni pubbliche del paese elvetico. Oltre a documentare i cambiamenti climatici di quell’epoca, è anche la prima, nella storia dell’arte europea, a rappresentare la caduta dei fiocchi di neve. 

Osservando attentamente l’opera, le figure che la animano danno l’impressione di essere intirizzite dal freddo, tanto da affrettarsi per cercare rifugio al caldo delle loro case, rese con una gamma di colori dal marrone all’ocra, che contrastano con il biancore della neve di cui sono ricoperti i tetti.

I Magi in un paesaggio fiammingo

Il nostro sguardo è invitato a soffermarsi su ogni dettaglio del dipinto, punteggiato di batuffoli di neve che scendono silenziosi, giungendo, infine, alla scena che dà il titolo a questo piccolo gioiello: si tratta di un’Adorazione dei Magi. In una posizione apparentemente defilata, in basso a sinistra, sotto una capanna si riconoscono una donna che tiene in braccio un bambino e, davanti a loro, tre figure le cui vesti, a farci caso, si distinguono dalla pur dignitosa povertà degli abitanti del luogo. Bruegel, in questo modo, rilegge, in chiave assai originale, un soggetto classico dell’arte, ambientandolo in un villaggio fiammingo del XVI secolo. 

I segreti della pittura di Bruegel

Le copie dei disegni preparatori esposte dimostrano l’attento studio che precedette la realizzazione della tavola. Con essa, l’artista brabantino inaugurò un genere pittorico che riscuoterà notevole successo tra i suoi contemporanei e lo porterà ad avere numerosi epigoni, alcuni dei quali – incluso il figlio, Bruegel il Giovane – possono essere apprezzati dai visitatori della mostra. Grazie alle accurate analisi tecnologiche che hanno preceduto l’esposizione, condotte in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna e l’Institut Royal du Patrimoine Artistique di Bruxelles, è stato possibile datare con precisione l’opera e scoprire alcuni dei segreti della pittura di Bruegel, racchiusi in una delle tavole più complesse, rivoluzionarie ed enigmatiche del pittore.

Per chi non ha avuto ancora l’occasione di vedere l’Adorazione dei Magi nella neve, c’è tempo fino al 1° marzo.

Cover Pic: Pieter Bruegel il Vecchio, Adorazione dei Magi nella neve (1563), olio su tavola, cm. 35×55.