The Netherlands, an outsider's view.

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EU

In ritardo il vaccino promesso contro il Covid. Per l’EMA non sarà nel 2020

Il vaccino contro il Covid sviluppato da AstraZeneca potrebbe subire ritardi, dato che gli studi clinici sono stati sospesi perchè un partecipante ha contratto una rara infezione del midollo spinale. L’autorità britannica MHRA ha già dato il permesso di riavviare i test, ma la FDA americana – dove viene eseguita la maggior parte dei test – è ancora titubante, riferisce AD.

La chiusura americana potrebbe avere conseguenze per quando gli Stati membri europei, compresi i Paesi Bassi che hanno già acquistato 300 milioni di dosi, riceveranno il vaccino. Circa 50mila persone stanno partecipando agli studi clinici per questo vaccino in tutto il mondo, 30mila di loro solo negli Stati Uniti.

AstraZeneca può presentare una domanda di licenza solo dopo che un numero sufficiente di soggetti  che hanno partecipato al  test contraggono il virus, e può essere formulato un giudizio affidabile sull’efficacia di tale vaccino.

Improbabile un vaccino nel 2020

L’Agenzia europea per i medicinali non ha voluto commentare la situazione con AstraZeneca ad AD. Ma secondo il giornale, l’EMA è ora meno ottimista riguardo a un vaccino funzionante contro il coronavirus che sarà completamente sviluppato quest’anno.

All’inizio di settembre l’EMA l’aveva invece definita una possibilità realistica. Ora l’agenzia non si aspetta alto che “una dose simbolica di vaccini contro il coronavirus” nel 2020.

L’EMA ha anche affermato che monitorerà da vicino tutti i potenziali vaccini contro il coronavirus per la sicurezza, “dato il rapido ritmo con cui vengono sviluppati”. La commissione olandese per la valutazione dei medicinali ha detto più o meno la stessa cosa.

Secondo AD, gli Stati Uniti hanno sospeso gli studi clinici sul vaccino AstraZeneca quando uno a dei soggetti del test è stato diagnosticato la mielite trasversa, una rara infezione del midollo spinale.

Per quanto riguarda il motivo per cui gli Stati Uniti impiegano così tanto tempo per riavviare gli studi, alcuni esperti hanno detto ad AD che la FDA potrebbe non essere ancora convinti che la mielite trasversa e il vaccino non abbiano nulla a che fare l’uno con l’altro.

Altri hanno affermato che gli Stati Uniti si stanno chiudendo ai test internazionali in modo da far arrivare prima sul mercato un vaccino americano, invece di quello britannico-svedese.