La cancellazione della tassa sulla plastica potrebbe avere un impatto diretto sulle tasche dei cittadini: l governo olandese ha rimosso dal piano climatico la cosiddetta “plastictaks”, una tassa sui polimeri che avrebbe dovuto generare oltre 500 milioni di euro. Se l’industria non proporrà soluzioni alternative entro pochi mesi, il buco verrà colmato aumentando le tariffe dei rifiuti pagate da cittadini e comuni, dice NOS.
Secondo l’associazione nazionale dei servizi ambientali (NVRD), la tassa potrebbe far salire la tassa dei rifiuti di decine di euro l’anno. Al momento, un “tavolo della plastica” composto da rappresentanti dell’industria e pochi altri attori sta discutendo possibili alternative. Ma il rischio è che, ancora una volta, la responsabilità venga scaricata su chi ha meno voce in capitolo: cittadini, comuni, associazioni e riciclatori.
L’obiettivo originario della tassa era scoraggiare l’uso e la produzione di plastica nuova, altamente inquinante e spesso destinata a essere bruciata. Ma sotto pressione dell’industria — che ha denunciato concorrenza sleale rispetto a paesi extraeuropei — il governo ha ceduto. E ora l’onere si sposta dal produttore al consumatore, senza incidere davvero sul problema.
Gli esperti indicano un’alternativa più giusta: tassare chi immette grandi quantità di plastica nel mercato, come importatori, produttori e distributori, non i cittadini.







