Timori per un disastro nucleare alla frontiera con il Belgio: Germania e Paesi Bassi, sono preoccupati per le condizioni precarie dei reattori nelle centrali di Tihange e Doel, situate a due passi dal confine con l’Olanda e a 50 chilometri da quello con la Germania.

Il governo belga avrebbe, in teoria, già in programma di spegnere i reattori di di Doel 1 e 2 ma lungo l’arco di 10 anni. Nei Paesi Bassi già da anni sono corsi ai ripari: migliaia di compresse di iodio sono state distribuite alla popolazione -prima solo a donne e bambini-  nei centri abitati che sorgono entro nel raggio di 20 chilometri dalle centrali.

Secondo Wim Turkenburg, professore emerito all’università di Utrecht ed esperto di questioni inerenti la sicurezza delle centrali nucleari, i reattori in Belgio sarebbero sotto controllo e lo standard adottato dalle autorità locali, di gran lunga più meticoloso di quello olandese.

Germania e Lussemburgo, tuttavia, avrebbero chiesto al governo dei Paesi Bassi di unirsi all’appello lanciato al Belgio affinchè chiuda le centrali di Doel. L’appello, tuttavia, non è stato raccolto dalla parte olandese che continua a negoziare con i belgi: l’OVV, agenzia nederlandese per la sicurezza, ha lanciato un programma di verifiche reciproche delle centrali tra i due paesi.